Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Attentati a S.Pietro, a giudizio gli ammiratori di Totò Riina

SAN PIETRO VERNOTICO – Tutti a giudizio gli apprendisti mafiosi di San Pietro Vernotico che nei loro riti si ispiravano alla fiction televisiva “Il capo dei capi” che raccontava le malefatte di Totò Riina. Tranne sei imputati: Mario Miglietta, 33 anni, difeso dall’avv. Pasquale Annicchiarico, la cui posizione è stata stralciata perché il difensore era impegnato in Cassazione; Alessandro Blasi, 29 anni, soprannominato Big Jim, e Davide Tafuro, 22 anni, che con le sue ammissioni ha consentito di inchiodare i co-imputati, hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato; Matteo Marangio, 20 anni, di San Pietro Vernotico, difeso dall’avvocato Gianvito Lillo, e Andrea De Luca, 32 anni, di Torchiarolo, difeso dall’avv. Ladislao Massari, hanno patteggiato la pena con il pubblico ministero.

Fabrizio Annis

SAN PIETRO VERNOTICO - Tutti a giudizio gli apprendisti mafiosi di San Pietro Vernotico che nei loro riti si ispiravano alla fiction televisiva "Il capo dei capi" che raccontava le malefatte di Totò Riina. Tranne sei imputati: Mario Miglietta, 33 anni, difeso dall'avv. Pasquale Annicchiarico, la cui posizione è stata stralciata perché il difensore era impegnato in Cassazione; Alessandro Blasi, 29 anni, soprannominato Big Jim, e Davide Tafuro, 22 anni, che con le sue ammissioni ha consentito di inchiodare i co-imputati, hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato; Matteo Marangio, 20 anni, di San Pietro Vernotico, difeso dall'avvocato Gianvito Lillo, e Andrea De Luca, 32 anni, di Torchiarolo, difeso dall'avv. Ladislao Massari, hanno patteggiato la pena con il pubblico ministero.

Marangio: due anni, pena sospesa, De Luca, 3 anni, pena sospesa e proscioglimento dall'accusa di avere partecipato ad un'associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti (la sentenza sarà amessa a giorni). Infine Cosimo Damiano Laporta, 24 anni, di Brindisi, residente a San Pietro Vernotico, difeso da Gianvito Lillo, scarcerato dal Riesame, c'è stato il proscioglimento dall'associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga. Il processo per tutti gli altri è stato fissato dinanzi alla sezione collegiale del tribunale di Brindisi per il 13 ottobre. Sul banco degli imputati ci saranno Fabrizio Annis, 29 anni, soprannominato "Spennato" o "Iddru"; Adriano Chetta, 28 anni; Andrea De Luca, 32 anni; Crocefisso Geusa, 21 anni, esecutore materiale assieme a Tafuro degli attentati che hanno terrorizzato gli abitanti di San Pietro Vernotico; il fratello Fabio Geusa, 25 anni; Antonio Martella, 22 anni; Riccardo Paladini, 24 anni; Michele Turco, 30 anni; e infine il capo dei capi in persona, Roberto Trenta, colui che mozzò le teste a due conigli e le depositò dinanzi agli usci delle abitazioni dell'allora sindaco di San Pietro Giampietro Rollo e del consigliere comunale Sergio Palma. Si sono costituiti parte civile il Comune di San Pietro Vernotico nella persone del sindaco Pasquale Rizzo, che ha rinunciato alla difesa di Marangio (ormai da un anno l'imputato lo seguiva solo l'avv. Lillo), e l'ex sindaco Giampietro Rollo al quale Trenta, difeso dall'avv. Francesco Cascione, che è sindaco di Cellino San Marco, lasciò il macabro messaggio della testa mozzata,

Gli imputati questa mattina sono comparsi dinanzi al giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Lecce Antonio Del Coco che non ha avuto dubbi per undici di essi: vanno processati per i reati che sono stati loro contestati. E cioè, l'associazione mafiosa (si erano definiti Nuova Sacra corona unita), estorsioni, danneggiamenti, detenzione illegale di armi, furti, rapine, incendi ai automezzi, intimidazioni nei confronti del sindaco Giampiero Rollo e del consigliere Sergio Palma. Furono arrestati nel corso delle operazioni "New fire" e "New fire 2" effettuate a distanza di pochi mesi l'una dall'altra dai carabinieri del Raparto operativo di Brindisi, comandato dal colonnello Gennaro Ventriglia. Tafuro si era pentito ed aveva consentito di chiudere il cerchio attorno agli apprendisti mafiosi, seguaci di Totò Riina. Tra i primi arresti e i nuovi provvedimenti di cattura emessi il 19 marzo del 2009 dal gip di Lecce Ercole Aprile, finirono in carcere quattordici persone. I carabinieri sequestrano materiale che si ispirava a Riina, formule di giuramento e così via.

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