Cronaca

Attentato al sindaco: chiesto il rito abbreviato per l'incendiario

E' stato chiesto il giudizio immediato nei confronti del 39enne Alessandro D'Errico, accusato di aver dato fuoco alla macchina del sindaco Consales, la sera del 3 novembre. La richiesta è stata formulata dal pm Savina Toscani. L'avvocato difensore dell'indagato aveva già chiesto l'abbreviato. Il gip Paola Liaci dovrebbe pronunciarsi il prossimo 7 maggio

BRINDISI – E’ stato chiesto il giudizio immediato nei confronti del 39enne Alessandro D’Errico, accusato di aver dato fuoco alla macchina del sindaco Consales, la sera del 3 novembre. La richiesta è stata formulata dal pm Savina Toscani. L’avvocato difensore dell’indagato aveva già chiesto l'abbreviato. Il gip Paola Liaci dovrebbe pronunciarsi il prossimo 7 maggio. 

D’Errico venne arrestato lo scorso 2 dicembre dai poliziotti della Digos. Lo stesso, il 10 novembre, condotto in questura, confessò di aver dato fuoco alla Kuga del primo cittadino, parcheggiata sotto alla sua abitazione in viale Gran Bretagna, per una promessa di lavoro non mantenuta. D’Errico disse però che la sua intenzione era solo quella di danneggiare il veicolo. Non intendeva far divampare un rogo nel quale rimasero coinvolte altre due auto, intestate ad altrettanti residenti del posto.

D’Errico iniziò a prendere di mira il sindaco nel primo pomeriggio. Intorno alle 15 si presentò sotto palazzo Nervegna, dove si trovano gli uffici del sindaco, a bordo della sua Daewoo Kalos. Aveva il volto parzialmente coperto da un cappellino e da uno scalda – collo. Affrontò il primo cittadino nell’atrio di ingresso dell’edificio comunale. Dalle immagini riprese dalle telecamere si vedeva spuntare un oggetto dal giubbino: era una mazza di bambu. 

D’Errico seguì il sindaco per un tratto di strada anche nel primo pomeriggio. Intorno alle ore 23, l’indagato raggiunse il rione Bozzano, sempre alla guida della sua Kalos. Parcheggiò il veicolo in viale Danimarca. Poi a piedi si diresse verso viale Gran Bretagna, innescando il rogo. Tutto questo è stato ripreso da decine di telecamere, le cui immagini sono state passate al microscopio dalla Digos. 

D'Errico deve anche rispondere di stalking, perché per settimane avrebbe perseguitato Consales richiedendogli un posto di lavoro e assistenza per uno dei suoi figli, gravemente malato. Si trova tuttora agli arresti domiciliari. 

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