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Attentato incendiario, mistero sulla presenza di un drone per registrare l’azione

Il retroscena emerge dall’ordinanza di arresto per Gianni Caputo, ritenuto complice di Carmelo Del Prete: entrambi rimasti ustionati. Spunta l’ipotesi di un mandante

SAN DONACI –  Spunta un drone nell’attentato incendiario ai danni dell’auto del genero dell’ex sindaco di San Donaci. Una presenza “sospetta” nei pressi del luogo in cui è stata data alle fiamme la Mercedes in uso al parente di Domenico Fina, venuta a galla con l’arresto di Gianni Caputo, 25 anni, ritenuto il complice di Carmelo Del Prete. Entrambi sono accusati di danneggiamento e ricettazione della Fiat Uno usata per lo spostamento necessario a compiere l’azione. Tutti e due sono rimasti ustionati in seguito al rogo.

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Il mistero

Un drone che alimenta un mistero. A chi apparteneva quel drone? Di chi era? Per quale motivo era lì la sera dell’incendio doloso? Sono interrogativi ai quali intendono dare risposte i carabinieri che continuano a indagare su quanto avvenuto a San Donaci la sera del primo giugno scorso, in via Galileo Galilei. Il sospetto è che potrebbe essere stata un’azione su commissione e che ci sia un mandante ancora in libertà. Così come non è escluso che ci siano altri complici.

Sono stati, infatti, i militari a scoprire la presenza del drone. Presenza che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, ha definito “sospetta” proprio perché “nei pressi del luogo degli accadimenti” nel provvedimento di arresto eseguito il 14 giugno scorso.

Il drone

Quel drone – scrive il gip – “sorvolava la zona per visionare e, verosimilmente registrare l’azione dei due indagati”. Circostanza misteriosa, allo stato che ha portato il primo giudice a definire l’azione “allarmante”. Potrebbe quel drone appartenere al mandante, vale a dire a chi (una o più persone) hanno commissionato l’incendio? Il mistero c’è tutto. Giallo anche sul movente, visto che nulla sul punto avrebbe detto Del Prete in sede di udienza di convalida. Agli atti, risulta che l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. La pista politica sarebbe da escludere. Fina ha portato a termine il mandato. Unico sindaco in provincia di Brindisi a essere riuscito a chiuedere senza intoppi l'Amministrazione.

Deve essere ancora fissata la data per l’interrogatorio di garanzia di Caputo  Sarà assistito dall’avvocato Francesco Cascione del foro di Brindisi. Anche Caputo è rimasto ferito nell’incendio. I militari lo hanno trovato nella camera di un Bed and Breakfast della provincia di Brindisi. Stando al referto dei medici del Pronto soccorso del Perrino ha riportato: “ustione di grado non specificato, in alcune parti della coscia e ustioni intermedio profonde arto superiore destro e sinistro ed emitorace destro e coscia omolaterale”. Prognosi di 25 giorni, salvo complicazioni. Nella camera sono stati sequestrati prodotti per curare le ferite.

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Gli indizi

Secondo il pubblico ministero Simona Rizzo, tanto nei confronti di Del Prete, quanto nei riguardi di Caputo “sussistono gravi indizi di colpevolezza”, evidenziati nelle informative di reato che i carabinieri hanno depositato il 2 e il 6 giugno scorsi. In primo luogo, ci sono le dichiarazioni di alcuni testimoni. Chi ha assistito all’incendio avrebbe fermato Del Prete dopo che questi si era sfilato la maglietta andata a fuoco. Del Prete, inoltre, è stato riconosciuto dagli stessi carabinieri. Quanto a Caputo, risulta essere presente sulla scena dell’incendio: è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza in uso a un esercizio commerciale della zona. I carabinieri, dopo averlo identificato, sono andati a casa sua e non lo hanno trovato. Nell’auto in uso a Del Prete, hanno trovato i documenti d’identità di Caputi. Il 5 giugno Caputo è stato rintracciato nel B&B.

Nella ricostruzione dell’accusa, entrambi hanno partecipato al rogo. Del Prete come esecutore materiale, ma sono rimasti ustionati tutti e due. Avrebbero abbandonato l’auto, ma “mentre Caputo riusciva a darsi alla fuga verso via San Pancrazio, Del Prete veniva bloccato da alcuni testimoni e arrestato dopo qualche ora in ospedale”. L’inchiesta va avanti. Anche per scoprire per quale motivo ci fosse un drone.

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