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Foto di repertorio

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Nuovo attentato incendiario a Carovigno: nel mirino un ingegnere del Comune

Nessun dubbio sull'origine dolosa di un incendio appiccato alla macchina di un ingegnere dell'ufficio tecnico, parcheggiata a Torre Santa Sabina. Le fiamme hanno danneggiato anche l'auto della moglie del professionista. Sul posto i vigili del fuoco

TORRE SANTA SABINA (Carovigno) – Gli incendiari tornano in azione a Carovigno. Un rogo di origine dolosa ha danneggiato due auto parcheggiate nel giardino di una villetta in contrada Carisciola, presso la marina di Torre Santa Sabina. Si tratta della Renault Kaleos di un ingegnere dell’ufficio tecnico del Comune di Carovigno, Leonardo Scatigna, e del fuoristrada utilizzato dalla moglie del professionista.

Le fiamme sono state appiccate intorno alle ore tre della sorsa notte (fra venerdì 28 e sabato 29 aprile). Sul posto, contattati dai residenti, si sono recati i vigili del fuoco del distaccamento di Ostuni. I rilievi del caso sono stati effettuati dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Diego Ruocco. Le forze dell’ordine non nutrono dubbi sull’origine dolosa della combustione. E’ da appurare, però, il movente del gesto.

Non si può escludere che l’attentato sia maturato nell’ambito delle attività svolte dall’ingegnere, che in passato ha lavorato anche presso l’ufficio tecnico del Comune di Ostuni, per conto della pubblica amministrazione di Carovigno.  Non sarebbe la prima volta, del resto, che vengono prese di mira persone orbitanti attorno al Comune di Carovigno.

Particolarmente significativa fu l’escalation di atti intimidatori registrata fra l'estate 2015 e l’inizio del 2016, quando si registrarono vari episodi, fra cui: l’incendio ai danni dell’auto del fratello del sindaco di Carovigno; il danneggiamento del finestrino della Bmw di un attivista del Movimento 5 stelle che si era candidato al ruolo di sindaco in occasione delle ultime elezioni amministrative, già vittima in precedenza di analoghe intimidazioni; l’incendio appiccato sulla porta di ingresso della villetta, sempre in contrada Carisciola, dei genitori del direttore del consorzio di gestione dell’oasi di Torre Guaceto; le fucilate esplose contro il portone della villetta del responsabile del cantiere della ditta che espletava il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Le indagini sui responsabili e sullo scenario in qui inquadrare questa lunga scia di attentati sono tuttora in corso. Va ricordato che anche la Dia (Direzione investigativa antimafia) accese all’epoca dei fatti un faro su Carovigno, dedicandovi una parte della relazione sulle attività criminali avvenute in provincia di Brindisi nel secondo semestre 2015. 

Il sindaco Carmine Brandi, intanto, manifesta la sua solidarietà nei confronti dell'ingegnere: "Esprimo a nome mio e di tutta l'amministazione Comunale vicinanza all'ingegnere Leonardo Scatigna e famigla. Ferma condanna per l'inqualificabile gesto di vigliaccheria. Un atto tanto grave quanto vile che colpisce non solo il funzionario al quale va tutta la nostra solidarietà, ma colpisce anche un'intera comunità".

"Continuiamo a lavorare - conclude il primo cittadino - nel segno della trasparenza e della legalità che caratterizzano da sempre la nostra azione amministrativa. Confidiamo nel lavoro degli organi competenti affinché giungano quanto prima alla soluzione del caso".

La solidarietà del presidente del consiglio comunale, Tony Barella: "Esprimo la mia solidarietà per un gesto vile che ha colpito l ing. Scatigna questa notte. Spero che questo paese, ricco di gente per bene e operosa, sia stato teatro per l ultima volta di episodi gravi che non fanno che danneggiare il singolo ma arrecano danno anche alla collettività sana e onesta della nostra Carovigno, che rappresenta la stragrande maggioranza dei miei concittadini".

Il senatore Vittorio Zizza: “L’ingegnere Scatigna è persona seria e per bene, che per anni è stato mio stretto collaboratore quando ero sindaco di Carovigno- prosegue Zizza- Ho già avuto modo di esprimere personalmente tutto il mio rammarico per quanto è accaduto e comprendo bene lo stato d’animo della sua famiglia, avendo io per primo subito simili atti. Ora mi auguro che le forze dell’ordine, in cui confido, facciano al più presto chiarezza”. 

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