Cronaca

Atti sessuali sul chierichetto, perizia su messaggi e telefonate

Il pm chiede la trascrizione delle conversazioni tra don Francesco Caramia, ex parroco della chiesa del rione Bozzano di Brindisi, la perpetua, il segretario, alcuni fedeli e i familiari. L'imputato è ai domiciliari in un convento. Inizio delle operazioni il 17 dicembre, sessanta giorni di tempo

BRINDISI – Un centinaio tra messaggi, telefonate e conservazioni intercettate in ambientale sono ritenuti dal pubblico ministero determinanti nel processo in cui è imputato don Francesco Caramia, ex parroco del rione Bozzano, accusato di atti sessuali su un chierichetto di nove anni: su quei testi e quei dialoghi il Tribunale ha disposto una perizia.

Il parroco don Francesco CaramiaL’incarico è stato affidato oggi nell’udienza dinanzi al collegio giudicante presieduto da Gienantonio Chiarelli, stabilendo come data per l’inizio delle operazioni peritali il prossimo 17 dicembre e come termine per la consegna della trascrizione 60 giorni. Si tratta di messaggini e chiamate in entrata e in uscita sull’utenza telefonica in uso a don Francesco Caramia, 42 anni, ex parroco della chiesa San Giustino de’ Jacobis,  arrestato il 15 giugno scorso dai carabinieri in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare ottenuta dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza che ora sostiene l’accusa in giudizio.

Nei mesi scorsi, prima dell’inizio del processo, i difensori dell’imputato, Giancarlo Camassa e Rosanna Saracino, hanno ottenuto i domiciliari e l’ex padre spirituale del rione Bozzano si trova ristretto in un convento nel Lazio. Rientrano nell’incarico peritale anche le conversazioni intercettate in ambientale, nell’auto di Caramia, nello stesso periodo. Gli interlocutori sono la perpetua, i collaboratori, gli amici, alcuni dei fedeli che frequentavano la parrocchia e i familiari.

Oggi l’imputato ha rinunciato a essere presente in udienza, mentre la volta scorsa era in aula per ascoltare i racconti dei primi cinque testimoni chiesti dal pm: sono stati sentiti la mamma del chierichetto che riferì al pediatra quello che aveva appreso parlando con un’amica del figlio; il medico che sporse denuncia e la ragazzina.

Il chierichetto all’epoca dei fatti aveva nove anni e si è costituito parte civile con l’avvocato Carmela Roma con richiesta di risarcimento dei danni. Gli episodi contestati si riferiscono al periodo compreso tra il 2007 e il 2008. Il minore venne ascoltato in incidente probatorio, alla presenza del consulente della difesa, la criminologa Roberta Bruzzone, volto noto su scala nazionale, anche per una serie di partecipazioni a programmi televisivi.

La difesa del parroco ha chiesto l’ascolto di 55 testimoni a sostegno della sua professione di innocenza: nella lista figurano i nomi dell’attuale vescovo Caliandro e di quelli precedenti, Talucci e Todisco.

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