Attira uno studente in un palazzo e gli ruba lo smartphone

La vittima raggirata con un astuto stratagemma da un ragazzo con accento barese, mentre insieme a un amico rientrava a casa. Indaga la polizia

BRINDISI – E’ tornato a casa senza smartphone uno studente di Ostuni che frequenta una scuola di Brindisi. A sottrargli il telefonino di ultima degenerazione, per poi dileguarsi nel nulla, è stato un giovane con accento barese che con uno stratagemma ha ingannato il minorenne. L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di martedì (27 settembre).

La vittima stava rientrando verso la Città Bianca in compagnia di un altro studente. Giunti in via Tor Pisana, nei pressi del sottopassaggio che collega il rione Commenda a piazza Crispi, i due sono stati fermati da un ragazzo di circa 20 anni. “Mio fratello – dice il malfattore al minorenne – ti ha riconosciuto. Sei tu che gli hai rubato il cellulare”.

Spaventato dall’atteggiamento minaccioso dell'adulto, temendo evidentemente conseguenze per la propria incolumità, il malcapitato ostunese ha accettato di seguire il 20enne in un condominio situato in via Giulio Cesare, a pochi passi da via Tor Pisana, per chiarire la faccenda. L'amico invece è rimasto ad attenderlo in strada.

Il malintenzionato, millantando di essere figlio di un carabiniere, ha condotto la vittima in un pianerottolo (fingendo che lì risiedesse il fratello) e si è fatto consegnare lo smartphone.  “Scendo un attimo al piano inferiore  - ha detto a il truffatore – torno subito”. Ma dopo aver atteso qualche minuto, rendendosi conto che l’altro non tornava, lo studente è tornato indietro. A quel punto, l’amara sorpresa: quel 20enne dall’accento barese era sparito con il suo costoso cellulare.

L’amico, messo al corrente dell’accaduto, ha subito contattato la polizia attraverso il 113. Una pattuglia di agenti della Sezione volanti si è recata sul posto nel giro di pochi minuti.  Dopo aver ricostruito la vicenda, le forze dell’ordine hanno diramato una nota di ricerca del ladro, di cui si sono perse le tracce.

Una volta rientrato a casa, lo studente, accompagnato dai genitori, ha sporto denuncia presso il commissariato di polizia di Ostuni. Le speranze di recuperare il maltolto sono legate a un’applicazione collegata al sistema gps che consente di monitorare gli spostamenti dello smartphone in tempo reale.  Ma se il software è stato neutralizzato, ci sarà ben poco da fare.

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