Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Attivazione torcia LyondellBasell, Arpa: "Nessun impatto sull'ambiente"

"Un fenomeno minimo, che non ha avuto impatto su salute e ambiente". Il direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, spiega che l'accensione della torcia dello stabilimento "LyondellBasell" verificatasi ieri sera (3 marzo) all'interno del petrolchimico, non ha fatto registrare livelli anomali di sostanze inquinanti

BRINDISI – “Un fenomeno minimo, che non ha avuto impatto su salute e ambiente”. Il direttore di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, spiega che l’accensione della torcia dello stabilimento “LyondellBasell” verificatasi ieri sera (3 marzo) all’interno del petrolchimico, non ha fatto registrare livelli anomali di sostanze inquinanti.

Personale dell’agenzia regionale ha raggiunto lo stabilimento intorno alle ore 23, con una squadra di vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi. A causare l'accensione pare sia stato il blocco di un compressore. A differenza di quanto accaduto in occasione di altri episodi analoghi verificatisi di recente in altre zone del petrolchimico, stavolta il fenomeno non è stato notato dalla cittadinanza.

Lo stabilimento della Basell è infatti dotato di una torcia bassa, in gergo tecnico la “ground flame”, situata a pochi metri di altezza dal terreno. Quando si attiva, non produce la famigerata sfiammata. Emette però un bagliore visibile intorno all’area perimetrale della fabbrica. E non a caso ad accorgersi del fenomeno sono stati i volontari di un’associazione animalista, la Aidaa, recatisi sul posto per portare del cibo a una colonia felina.

Questi, d’intesa con il movimento ambientalista Brindisi bene comune, hanno segnalato l'accaduto alla polizia e ai carabinieri. Una pattuglia dell’Arma ha verificato di persona la situazione, ma ovviamente poteva fare ben poco. 

Giorgio Assennato, come detto, ha parlato di un “fenomeno minimo”. Dall’ufficio comunicazione di LyondellBasell si apprende che la torcia in questione è stata realizzata "con la migliore tecnologia disponibile del settore". “E’ un sistema – afferma un portavoce dell’azienda – che permette l’emissione in sicurezza, senza fumo. Se si verifica un qualsiasi tipo di anomalia nello stabilimento, il dispositivo di sicurezza si attiva immediatamente”. 

Ben più allarmismo destarono le sfiammate che in almeno tre occasioni, fra agosto e novembre 2014, emisero inquietanti bagliori visibili nel raggio di chilometri.  La prima , l’11 agosto, quando la colonna di fumo sprigionata dalla combustione venne avvistata lungo l’intero litorale a nord e a sud del capoluogo; la seconda la sera del tre ottobre; la terza, la sera del 18 ottobre. 

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