Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Autigno, Screti parte offesa nell’inchiesta bis sui dirigenti pubblici

L’ex amministratore della Nubile potrebbe chiedere i danni: “Quella discarica non poteva essere messa a gara”. Dopo lo stralcio delle posizioni dei cinque indagati. Già a settembre gli avvocati avevano anticipato la richiesta di almeno 40 milioni di euro

L'ingresso della discarica Autigno

BRINDISI – Imputato da un lato e persona offesa dall’altra, al centro sempre la discarica di Autigno che la Nubile ha gestito per conto del Comune: Luca Screti, amministratore pro tempore della ditta brindisina, potrebbe costituirsi come parte civile nell’inchiesta bis della Procura, scaturita dallo stralcio della posizione di cinque dirigenti pubblici, al momento indagati per omissione d’atti d’ufficio perché secondo l’accusa sapevano dell’inquinamento ma non avrebbero posto in essere le azioni di competenza.

L’ipotesi è al vaglio degli avvocati che assistono Screti sul piano penale ed è stata discussa in uno degli ultimi incontri fra le parti, dopo la notifica del decreto di citazione diretta a giudizio davanti al Tribunale di Brindisi per le violazioni a otto prescrizioni contenute dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, rilasciata dalla Regione Puglia per la gestione del sito di proprietà dell’Amministrazione comunale di Brindisi.

Screti, assieme al direttore tecnico della Nubile, Giuseppe Masillo, risponde di reati di natura contravvenzionale, gli stessi che furono contestati al momento del sequestro della discarica, avvenuto il 5 maggio scorso. Non c’è, invece, nei loro confronti l’accusa di omissione d’atti d’ufficio che era stata contestata in un primo momento e che è rimasta nel capo di imputazione riferito a Francesco Di Leverano e Pietro Cafaro, in relazione al ruolo di dirigenti (ormai ex) del settore Ecologia del Comune di Brindisi e Fabio Lacinio, subentrato alla guida della Ripartizione (difeso dall’avvocato Roberto Cavalera); nonché di Anna Maria D’Agnano dirigente dell’Arpa e di Pasquale Epifani dirigente dell’ufficio Ambiente della Provincia.

A quanto pare, a fini dello stralcio, sarebbe stato determinante l’interrogatorio che Screti ha reso ai carabinieri del Noe, delegato dal pm Valeria Farina Valaori: una volta messa nero su bianco la versione dell’imprenditore che, nel frattempo, ha lasciato ogni incarico nelle aziende del gruppo, il magistrato ha ordinato l’acquisizione di altra documentazione e ha diviso in due l’inchiesta. Con il risultato che Screti, con Masillo, risulta già imputato e dalla prossima primavera affronterà il processo, mentre gli altri restano ancora sotto indagine e non è affatto escluso che tra le parti offese rientri lo stesso Screti, in aggiunta all’associazione Italia Nostra Onlus e al Comitato Salute Ambiente & Territorio con sede a San Vito dei Normanni, in persona del presidente Paolo Pellicola.

Sia l’una che l’altro sono già stati riconosciuti dal pm parte offese nella citazione diretta di Screti davanti al giudice monocratico, al pari di Comune, Provincia, Regione e Ministero dell’Ambiente. Nel caso in cui dall’inchiesta bis sulla discarica dovesse scaturire un processo a carico dei cinque o di altri, con la stessa ipotesi di reato oppure per altre condotte ritenute penalmente rilevanti, la costituzione di parte civile di Screti darebbe la possibilità all’imprenditore di chiedere il conto dei danni che, peraltro, ha già ufficialmente anticipato di voler chiedere al Comune di Brindisi.

Lo hanno fatto i suoi legali con la lettera spedita il 22 settembre scorso ai tre amministrazioni sostenendo che proprio alla luce della contestazione mossa dalla Procura, la discarica di Autigno non poteva essere posta a gara:  “Per tale motivo, la nostra assistita ha titolo e diritto per chiedere e ottenere dinanzi alla competente magistratura il giusto ristoro dei danni subiti e subendi che, sin da ora, prudenzialmente si quantificano in almeno 40 milioni di euro”. Anche questa lettera è stata acquisita in fase di indagine ed è inserita nel fascicolo del magistrato.

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