Cronaca

Autocombustione a bordo di una carboniera al molo Enel

Un processo di autocombustione del carbone in una delle gigantesche stive della bulk carrier Sunny Putney, battente bandiera di Singapore, ha mobilitato nella notte il servizio antincendio del porto di Brindisi

La carboniera Sunny Putney e due immagini del molo Enel nel porto di Brindisi

BRINDISI - Un processo di autocombustione del carbone in una delle gigantesche stive della bulk carrier Sunny Putney, battente bandiera di  Singapore, ha mobilitato nella notte il servizio antincendio del porto di Brindisi. Secondo fonti ufficiose, non si è trattato di un'emergenza particolarmente grave, ma i vigili del fuoco sono stati costretti all'intervento alla mezzanotte scorsa e alle 6 del mattino, per tenere sotto controllo la situazione, monitorata anche dalla Capitaneria di Porto e dall'equipaggio. La nave carboniera è ormeggiata al molo Enel di Costa Morena assieme ad un'altra unità, la Federico 2 battente bandiera panamense, entrambe impegnate nelle operazioni di scarico.

incendio carboniera Enel 2-2La Sunny Putney è una nave varata nel 2013, di 225 metri per 75mila tonnellate (40.350 di stazza lorda), proveniente dall'Olanda. L'autocombustione del carbone nelle stive è uno degli incidenti maggiormente temuti a bordo delle bulk carrier impegnate in questo tipo di traffico, ma nel caso in questione si tratterebbe di un focolaio circoscritto. Il carbone, durante le tratte molto lunghe, sviluppa gas nelle stive, che si disperde con l'apertura delle stesse. A volte l'apertura avviene prima dell'ingresso in porto, a volte dopo l'attracco in banchina. L'incendio sarebbe stato rilevato nelle serata di ieri.

incendio carboniera Enel-2La Regione Puglia qualche anno addietro aveva nuovamente autorizzato un progetto per la realizzazione di un molo combustibili nel porto esterno, tra Costa Morena Est e il molo gasiere del petrolchimico (che sarebbe stato a sua volta rettificato, per spostare dal porto medio i traffici di merci infiammabili. E' una delle cose importanti che l'Autorità Portuale di Brindisi non ha realizzato. Enel, nel frattempo, ha automatizzato quasi tutto l'intero ciclo di scarico del carbone, che poi va in gran parte al nastro trasportatore e in parte a camion, che lungo l'asse attrezzato raggiungono la centrale di Cerano e le nuove cupole di stoccaggio, a loro volta dotate di processi automatizzati.

Tornando al problema del carico della Sunny Putney, la Capitaneria di Porto fa sapere che le temperature misurate del carbone nelle stive non raggiungono il tetto dei 55 gradi stabilito dal codice internazionale Imsbc, ma sono comunque superiori alle medie registrate al terminal Enel di Brindisi, e che pertanto si sta procedendo alle operazioni di scarico dirette dal comandante della nave, eseguite dal personale addetto del terminal e con l'ausilio del chimico del porto, sotto il monitoraggio costante della stessa Capitaneria e dei vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi. Il carico è costituito da 60.800 tonnellate di carbone, e il punto di autocombustione, dice ancora la Capitaneria, è molto superiore alla temperatura rilevata attuale.

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