Cronaca

Brindisino morto in carcere a Ibiza: disposta l'autopsia

Si svolgerà lunedì 25 gennaio l'esame autoptico sul corpo del 36enne Marco Celeste. Da chiarire le cause del decesso

BRINDISI – Sarà l’autopsia a chiarire le ragioni del decesso di Marco Celeste, il brindisino di 36 anni che lo scorso 30 dicembre è morto in un carcere di Ibiza. Il pm del tribunale di Brindisi, Pierpaolo Montinaro, lunedì prossimo (25 gennaio) conferirà l’incarico al medico legale Domenico Urso. Con ogni probabilità assisterà all’esame autoptico anche un perito nominato dai familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato del foro di Lecce Giacinto Epifani.

Era stata la stessa famiglia a chiedere l’esame autoptico tramite un esposto a carico di ignoti depositato lunedì scorso presso la Procura della Repubblica di Brindisi. L’accertamento dovrà stabilire se il decesso sia avvenuto per cause naturali, per cause violente o per atti autolesionistici. Stando alla versione ufficiale delle autorità spagnole, Celeste si sarebbe tolto la vita all’interno della sua cella.

Il 36enne viveva a Ibiza, dove avorava come muratore, da quattro anni. Il giugno 2020 era stato arrestato per un incendio appiccato a una pineta e sottoposto a misura cautelare in carcere. Lo scorso novembre aveva subito un intervento chirurgico per una frattura alla gamba che da quanto comunicato alla famiglia si sarebbe procurato durante una partita di calcetto in carcere. A breve, a quanto pare, sarebbe dovuto tornare in libertà, in attesa del processo. La madre lo ha sentito per l’ultima volta martedì 29 dicembre, tramite videochiamata. In quella circostanza lo trovò sereno. Nulla, da quanto riferito a BrindisiReport dall’avvocato Epifani, lasciava pensare all’intenzione di togliersi la vita. Ma il giorno successivo è arrivata la tragica notizia. E adesso la famiglia vuole vederci chiaro. 

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