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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Autopsia per Leonardo Menga

TUTURANO - “Leonà, sei e sarai sempre come un fratello, ciao compà”. Il dolore per la morte del 41enne Leonardo Menga, deceduto martedì scorso in un tragico incidente stradale, conosciutissimo in paese, è urlato anche su uno striscione appeso tra le nuvole di via Stazione.

TUTURANO - ?Leonà, sei e sarai sempre come un fratello, ciao compà?. Il dolore per la morte del 41enne Leonardo Menga, deceduto martedì scorso in un tragico incidente stradale, conosciutissimo in paese, è urlato anche su uno striscione appeso tra le nuvole di via Stazione, la strada dove il 41enne ha incontrato la morte, la strada che lui frequentava spesso e che domani ospiterà il corteo del suo ultimo viaggio su questa terra.

L'autopsia è in corso in queste ore. Il pm di turno Valeria Farina Valaori, prima di restituire il feretro alla famiglia, intende cercare l'esatta causa che ha provocato il decesso del giovane. Nella tarda mattinata di domani, ?Leo? tornerà nella comunità che lo amava tanto, tornerà a casa, in via Verdi e domani alle 16, presso la chiesa Santissima Addolorata, saranno celebrati i suoi funerali.

Leonardo Menga in paese lo conoscevano proprio tutti. Figlio di una famiglia di noti commercianti di carne, buontempone, aveva sempre il sorriso stampato sulle labbra. Aiutava il papà dietro al bancone delle carni, sempre un saluto per tutti. Era un volto noto anche per chi a Tuturano, la frazione a sud di Brindisi a pochi chilometri da San Pietro Vernotico, aveva stazionato solo per qualche ora.

Martedì pomeriggio Leonardo era salito sulla moto del cugino, suo omonimo e coetaneo, una Honda Gold Wind 1500, insieme stavano facendo una passeggiata per le vie del paese. In via Stazione, però, una tragica fatalità gli ha strappato la vita. La moto su cui i due cugini viaggiavano ha incrociato una bicicletta condotta dal 70enne Enrico Marino, sembrerebbe che l'anziano sia sbucato all'improvviso tagliando la strada alla grossa due ruote.

Una manovra che ha fatto perdere il controllo del mezzo al motociclista facendo sbalzare dalla sella il passeggero. Leonardo Menga indossava il casco, ma, da quanto hanno accertato gli agenti della polizia municipale di Brindisi, ha violentemente sbattuto il volto contro il cofano di una Lancia Y parcheggiata lungo il marciapiede. L'impatto è stato micidiale, il 41enne è morto sul colpo.

Inutile ogni tentativo di soccorso. Il cugino e l'anziano ciclista sono stati trasportati al Perrino di Brindisi, il primo è già stato dimesso, l'anziano è stato ricoverato in ortopedia con alcune fratture agli arti inferiori. Ne avrà per 40 giorni. Il corpo senza vita di Leonardo Menga, invece, è stato trasferito nell'obitorio del cimitero di Brindisi.

Questa sera si stabilirà con esattezza la causa del decesso. Un aspetto che il pm di turno vuole valutare accuratamente, importante ai fini delle indagini. Per la morte del 41enne, come da prassi, è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo. C'è da accertare se la moto su cui viaggiava la vittima procedesse a velocità elevata, e in che misura il 70enne è responsabile.

La morte di Leonardo Menga ha lasciato l'amaro in bocca a tutti i tuturanesi. Era un personaggio noto a tutti, il mondo virtuale di Facebook è pieno di immagini che ritraggono il suo sorriso, accompaganto da frasi di saluto. In molti lo ricordano come quello che arrivava sempre per primo sugli incidenti stradali, quello che lanciava l'allarme e si prodigava nei soccorsi.

Leonardo era anche quello che strappava via i manifesti funebri. La tristezza non faceva parte del suo Dna e qualunque segnale che trasmetteva dolore voleva cancellarlo. Non sapeva che proprio un incidente lo avrebbe strappato alla sua bella vita, e che i manifesti funebri avrebbero portato il suo nome, molto prima di quanto avrebbe mai potuto immaginare.

 

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