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Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca Cisternino

Avance alla titolare del bar e la pistola puntata contro un dipendente: arrestato

Ai domiciliari un 52enne di Ostuni dopo l'episodio avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 giugno a Casalini. Ha ammesso in parte gli addebiti

CISTERNINO - Nottata particolarmente movimentata - per usare un eufemismo - quella tra il 29 e il 30 giugno nella frazione di Casalini, Cisternino. Un uomo dapprima avrebbe avanzato pesanti avance alla titolare di un bar da lui frequentato, poi avrebbe puntato la pistola e minacciato di morte il dipendente accorso in difesa della donna. A.G., 52enne di Ostuni domiciliato a Casalini, si trova adesso ai domiciliari. E' difeso dall'avvocato Vito Cellie. I carabinieri di Cisternino hanno arrestato il 52enne intorno alle 8 del 30 giugno, dopo aver ricostruito la vicenda. Il gip del Tribunale di Brindisi ha convalidato l'arresto e applicato la misura cautelare l'1 luglio.

I fatti sono stati ricostruiti dai militari in questi termini: poco prima delle 2 di notte del 30 giugno A.G. si trova presso un bar della frazione di Casalini. Lui è un cliente abituale. Secondo i presenti, inizia a importunare, rivolgendole delle avance, la titolare del bar. In difesa di quest'ultima interviene un dipendente. A.G. non la prende bene, anzi. Si allontana e torna, armato di pistola. La punta all'indirizzo del dipendente, pronunciando le seguenti frasi: "Adesso ti sparo, adesso sei morto, non dovevi fare quello che hai fatto... adesso ti sparo". Poi l'uomo si allontana pistola in pugno.

Vengono allertati i carabinieri di Cisternino, che intervengono sul posto. I militari cominciano a prendere informazioni. Intanto, ritorna anche A.G., che neanche alla vista delle divise si placa. Inizia a esclamare all'indirizzo dei presenti: "Te la farò pagare, se vado dentro anche tra dieci anni vi devo ammazzare tutti, non finisce qua, farò una strage". Proferisce altre minacce all'indirizzo del dipendente del bar. I carabinieri procedono a una perquisizione, esito negativo. Anche in casa inzialmente non si troverà la pistola. Intanto A.G. accusa un malessere, interviene anche il 118. 

I militari procedono col proprio lavoro e trovano una cartuccia inesplosa, nel luogo in cui A.G. ha parcheggiato l'auto una volta tornato al bar per la seconda volta. La perquisizione si estende all'abitazione - a Casalini - del 52enne, ma niente, della pistola non c'è traccia. Eppure le immagini di videosorveglianza parlano chiaro: una pistola deve esserci. Alla fine l'uomo cede e mostra il nascondiglio: l'arma è in una cassaforte posta in una nicchia, ubicata nella stanza adibita a dispensa e nascosta da uno specchio, il tutto dietro una credenza.

I carabinieri, ovviamente, sequestrano l'arma. Per questa l'indagato non è detentore di alcun titolo abilitativo di polizia. Si tratta sicuramente della stessa arma usata per minacciare, pensano i militari, in quanto il colore del cane corrisponde alla descrizione del dipendente del bar. Corrisponde, inoltre, all'arma visibile nelle immagini di videosorvegliana. A.G. viene fermato dai carabinieri e arrestato. Durante l'interrogatorio ammette gli addebiti, ma esclude in maniera categorica le avance. Dice di aver perso la testa dopo l'intervento - a suo dire ingiustificato - del dipendente del bar.

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