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L'attraversamento ferroviario di via Provinciale per Lecce

L'attraversamento ferroviario di via Provinciale per Lecce

Avaria blocca vagoni e auto per un’ora

BRINDISI – Una parte del traffico di entrate e uscita da Brindisi sulla direttrice di via Provinciale per Lecce è rimasto bloccato per un’ora stamani, poco dopo le 9, a causa di un convoglio ferroviario merci con gas industriali e altro materiale che ha ostruito senza rimedito la strada.

BRINDISI - Una parte del traffico di entrate e uscita da Brindisi sulla direttrice di via Provinciale per Lecce è rimasto bloccato per un'ora stamani, poco dopo le 9, a causa di un convoglio ferroviario merci con gas industriali e altro materiale che ha ostruito senza rimedito la strada al passaggio nei pressi dell'imbocco di viale Arno. Da quanto si è appreso, un locomotore è andato in avaria per un surriscaldamento del motore, guasto che ha automaticamente disinserito la trasmissione. Come un lungo, gigantesco serpente, il convoglio ha tagliato fuori la città sino all'arrivo di un altro locomotore.

Ma di questo incidente non vi è traccia nei comunicati emessi oggi dagli enti brindisini. Il problema invece è scottante, e non solo per questioni di scorrimento del traffico, ma soprattutto per ragioni di sicurezza: ambulanze e mezzi di soccorso, pattuglie delle forze dell'ordine, e la natura del carico stesso, cisterne e cisterne di gas esplosivi che continuano ad attraversare la città, mentre i tempi di realizzazione di una bretella di collegamento diretto tra zona industriale, porto e linea Lecce - Bari sono attualmente indefiniti.

Il blocco per avaria di un convoglio carico di prodotti chimici su una arteria di grande rilevanza per la mobilità urbana ed extraurbana, è preso in considerazione dai piani delle istituzioni sugli incidenti rilevanti? Sono molti anni che Brindisi attende la bretella: prima si parlava di uno snodo alla stazione di Tuturano, ora più a ridosso della città. Ma quando ci si sbrigherà, con questa ennesima opera storia infinita di un'opera pubblica? Farà la fine delle famose fermate, progettate, approvate da anni, e anche finanziate, del treno locale all'ospedale Perrino e al polo universitario di Cittadella sulla linea Brindisi-Taranto?

Si può sapere di chi sono le responsabilità di tutto questo, in una città che si può permettere il lusso di perdere 50 milioni di euro per nuovi accosti per le navi, a causa di modifiche al progetto originario, se vogliamo allargare il discorso al porto, mentre non si sa che fine faranno altri progetti di cui è stata affidata all'esterno la progettazione, da parte dell'Autorità Portuale?

E dopo i soldi investiti con i Pon sicurezza per dotare di un sistema di videosorveglianza la zona industriale di Brindisi martoriata dai furti , opera conclusa da lungo tempo, ancora oggi il Consorzio Asi propone un progetto per mettere davanti agli schermi del sistema un operatore che dia un senso alla spesa di denaro pubblico, osservando in tempo reale cosa viene ripreso dalle videocamere, consolle sino ad oggi deserta ed inutile, anche se si indora la pillola affermando che "per far fronte ad una sempre più pressante richiesta di sicurezza da parte delle aziende insediate all'interno dell'agglomerato industriale di Brindisi, questo Ente ha ritenuto doveroso attivarsi per migliorare ed incrementare il livello attualmente fornito dall'impianto di videosorveglianza consortile".

In altre parole, a Brindisi passano gli anni, le video camere funzionano ma non servono ad un tubo, ed oggi la normalizzazione di questa situazione sconcertante diventa un evento mediatico. Diciamo che l'Asi ha fatto solo il proprio dovere, e molto in ritardo, e si spera definitivamente. Quanto ci vorrà, assieme al Comune di Brindisi, all'Autorità portuale e a Rete ferroviaria italiana per eliminare l'attraversamento della città da parte delle merci industriali?

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