Cronaca San Pietro Vernotico

Aveva messo a disposizione una casa di famiglia per latitanza di un boss

Aveva messo a disposizione un'abitazione della sua famiglia a Cellino San Marco per la latitanza di Sergio Notaro capo dell'omonimo clan operante a Squinzano sfuggito alla cattura dell'11 novembre scorso nell'ambito dell'operazione "Vortice dejà vu" e poi trovato il 30 novembre successivo in una villetta di via Madonna dell'Alto al confine tra Cellino e Squinzano

SAN PIETRO VERNOTICO – Aveva messo a disposizione un’abitazione della sua famiglia a Cellino San Marco per la latitanza di Sergio Notaro capo dell’omonimo clan operante a Squinzano sfuggito alla cattura dell’11 novembre scorso nell’ambito dell’operazione “Vortice dejà vu” e poi trovato il 30 novembre successivo in una villetta di via Madonna dell’Alto al confine tra Cellino e Squinzano. Per questo il 45enne sanpietrano, Giuliano Marra, già noto alle forze dell’ordine è stato arrestato.

Nella mattinata odierna i militari del Nucleo investigativo di Lecce, unitamente ai colleghi della stazione San Pietro Vernotico gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare (in regime di arresti domiciliari) relativa al favoreggiamento personale aggravata dall’ipotesi dell’art. 7 della L.152/1991, cioè “al fine di agevolare l’associazione mafiosa, da questi perpetrato nel periodo della latitanza di Sergio Notaro”. L’odierno provvedimento ha fatto luce su quel periodo e sui soggetti che consentirono e favorirono il periodo di latitanza del boss squinzanese affiliato al clan De Tommasi della frangia leccese della Scu.

Marrra, come si legge dalla misura del gip Cazzella: “… non appare revocabile in dubbio la sussistenza di prove granitiche di responsabilità a carico di Marra Fabio per il reato di favoreggiamento personale…..”. Non solo aveva messo a disposizione un’abitazione della sua famiglia a Cellino San Marco  ma si era anche "adoperato per sviare gli eventuali controlli dei carabinieri, muovendosi a bordo di una Lancia Lybra, utilizzata per convenire ad incontri con altri soggetti, in particolare a Vincenzo Stippelli e Gianluca Tamborrini indagati anch’essi in concorso e già colpiti da altri provvedimenti più afflittivi”.

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