Avvelenati cinque cani, in tre sono morti

BRINDISI – Una busta piena di carne mischiata a diserbante abbandonata nelle campagne. Cinque cani hanno mangiato l'intruglio e sono rimasti avvelenati, tre sono morti quasi all'istante, sotto gli occhi dei loro padroni. È questo quello che è accaduto ieri mattina in contrada Muscia, al quartiere Sant'Elia a Brindisi.

A spasso col cane al parco

BRINDISI – Una busta piena di carne mischiata a diserbante abbandonata nelle campagne. Cinque cani hanno mangiato l'intruglio e sono rimasti avvelenati, tre sono morti quasi all'istante, sotto gli occhi dei loro padroni. È questo quello che è accaduto ieri mattina in contrada Muscia, al quartiere Sant'Elia a Brindisi.

Una tragedia che si è consumata senza dare il tempo alla proprietaria degli animali di capire a quale destino stavano andando incontro le sue bestie avvicinandosi alla busta di cellophane trovata lungo il tragitto della loro passeggiata. Del fatto è stata sporta regolare denuncia contro ignoti presso il comando della polizia municipale di Brindisi. Ai padroni, però, non è rimasto altro che piangere i loro amati animali. Non c'è un responsabile da individuare e a cui imputare la morte di queste bestiole. A quanto pare non è la prima volta che nelle strade rurali che costeggiano il capoluogo vengono abbandonate buste piene di cibo mischiato a veleni. Un modo macabro per combattere il randagismo.

Doveva essere una tranquilla passeggiata per le vie della contrada quella di ieri mattina per la padroncina dei cinque animali rimasti avvelenati, invece si è trasformata in un incubo. Erano le 6,30. Durante il cammino le cinque bestiole si sono avvicinate a una busta di plastica e in pochi secondi hanno divorato la carne che c'era al suo interno. Carne avvelenata. L'effetto è stato immediato. Tutte sono state colpite da crisi convulsive. A quel punto la donna ha chiesto aiuto, tutta la sua famiglia si è precipitata sul luogo dell'avvelenamento.

È iniziata una vera e propria lotta contro il tempo per cercare di salvare quegli animali, le cui condizioni peggioravano minuto dopo minuto. Sono stati contattati telefonicamente alcuni veterinari, solo una ha risposto consigliando di somministrare un farmaco “salvavita”. Solo una farmacia era di turno e il medicinale richiesto lo aveva anche finito. Mentre le condizioni dei cani peggioravano sono stati contattati altri medici, infine un veterinario di Trepuzzi è riuscito a raggiungere la famiglia disperata. Nel frattempo però tre cani hanno smesso di respirare, un cucciolo di appena un anno è spirato in auto. Gli altri due sono salvi ma il dolore della famiglia resta, specie perchè episodi simili possono ripetersi ogni giorno. La vicenda non solo mostra la crudeltà di alcune persone ma anche mancanza di un distretto sanitario dedicato agli animali.

“Non c'è un ambulatorio notturno, non ci sono veterinari disposti a rispondere al telefono fuori dall'orario di lavoro, non c'è collaborazione – si sfoga la padrona – c'era una sola farmacia per tutta la città.Dobbiamo fare qualcosa tutti insieme, per una città che dimostra di essere morta dentro. Chi non ha sensibilità per queste creature non può dirsi meno animale di loro”.

 

 

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