Cronaca

Una delle avvocatesse del Comune blocca decreto ingiuntivo da 800mila euro

Lo avevamo già scritto: un conto sono le rivendicazioni nei confronti del Comune di Brindisi di cui sono dipendenti, dall’azione intrapresa a loro tutela dalle consigliere di parità per discriminazioni di genere sul posto di lavoro, all’azione risarcitoria per la stessa ragione; altro conto è il dovere

BRINDISI – Lo avevamo già scritto: un conto sono le rivendicazioni nei confronti del Comune di Brindisi di cui sono dipendenti, dall’azione intrapresa a loro tutela dalle consigliere di parità per discriminazioni di genere sul posto di lavoro, all’azione risarcitoria per la stessa ragione; altro conto è il dovere. E il dovere, al quale non sono mai mancate, è quello di difendere il Comune nei vari contenziosi aperti sui diversi fronti. Parliamo delle due avvocatesse al centro del caso di cui BrindisiReport.it si è occupato nei giorni scorsi, e a riprova di ciò vale la pena raccontare che una delle due legali, Monica Canepa (l’altra è Emanuela Guarini), proprio in questi giorni è riuscita a bloccare a Siena un decreto ingiuntivo da 800mila euro più interessi, una vera e propria tegola su un’amministrazione che ha accusato uno sforamento di un milione e mezzo di euro del patto di stabilità.

La vicenda è una delle più spinose degli ultimi anni, quella dei rapporti tra Comune capoluogo e società Infotirrena su cui lo scorso anno la Guardia di Finanza ha acquisito gli atti in municipio, su incarico del magistrato inquirente della procura. Ma indipendentemente dagli eventuali risvolti penali, esiste un contenzioso tra l’amministrazione civica e la società cui era stato affidato per incarico diretto e senza gara il calcolo dei minori introiti di Ici realizzati dal Comune di Brindisi, a partire dal 2001, per effetto della modifica dei criteri di definizione dei valori catastali di fabbricati di categoria D, che era necessaria per chiederne la compensazione allo Stato, come stabilito dalla legge 388/2000 e dell'art.64, 1 del DM 197/2002.

Ad un certo punto anche il dirigente del servizio finanziario del Comune di Brindisi aveva accusato perplessità  avvertendo la necessità di interpellare formalmente il collegio dei revisori e l' ufficio legale del Comune di Brindisi, per chiedere un loro parere in merito all'obbligatorietà o meno di effettuare gli ultimi pagamenti, relativi alle fatture emesse dalla predetta società. E due sono i decreti ingiuntivi con cui Infotirrena ha deciso di scardinare questa resistenza, uno di circa 400mila euro di cui l’ufficio legale del Comune (è costituito anche l’avvocato Trane) ha già ottenuto la sospensione dal giudice Giliberti del tribunale di Brindisi, che probabilmente non procederà con l’istruttoria fissando l’udienza per il gennaio 2016, l’altro di circa 800mila euro più interessi di cui si sta occupando, come già detto, il giudice civile del tribunale toscano, poiché Infotirrena aveva ceduto il credito vantato al Monte dei Paschi di Siena.

L’avvocato Monica Canepa è riuscita in questo giudizio collegato ad ottenere dal giudice un’ordinanza di sospensiva del decreto provvisoriamente esecutivo, che altrimenti avrebbe seminato non pochi problemi  in questa particolare momento finanziario del Comune di Brindisi. Quanto meno, un po’ di respiro. Poi si vedrà. Monte dei Paschi intanto ha chiamato in causa anche Infotirrena, società che ottenne a Brindisi un corrispettivo di 3,5 milioni di euro per il servizio affidatole, oggetto di polemiche in consiglio comunale sia per la procedura di affidamento e per quella di riconferma da parte della giunta precedente l’attuale, che per l’entità dell’aggio.

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