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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Avvocati in prima linea: “Non ci pieghiamo a forme di intimidazione e violenza”

BRINDISI - Avvocati in prima linea, protagonisti di una professione a rischio. Lo dimostrano alcuni recenti episodi, anche in provincia di Brindisi, che hanno riguardato, loro malgrado, noti e affermati penalisti e civilisti, vittime di ritorsioni, minacce, in alcuni casi anche aggressioni. Mentre proseguono a tutto campo le indagini per fare luce sul doppio attentato incendiario messo in atto nella notte tra lunedì e martedì scorsi ai danni degli avvocati Aldo e Mario Guagliani, si alza forte e chiaro il richiamo delle toghe. A farsene portavoce è il presidente provinciale dell’Ordine degli avvocati, Carlo Panzuti.

BRINDISI - Avvocati in prima linea, protagonisti di una professione a rischio. Lo dimostrano alcuni recenti episodi, anche in provincia di Brindisi, che hanno riguardato, loro malgrado, noti e affermati penalisti e civilisti, vittime di ritorsioni, minacce, in alcuni casi anche aggressioni. Mentre proseguono a tutto campo le indagini per fare luce sul doppio attentato incendiario messo in atto nella notte tra lunedì e martedì scorsi ai danni degli avvocati Aldo e Mario Guagliani, si alza forte e chiaro il richiamo delle toghe. A farsene portavoce è il presidente provinciale dell'Ordine degli avvocati, Carlo Panzuti.

"Appresa la notizia degli atti incendiari subiti dai colleghi Aldo e Mario Guagliani - scrive Panzuti - intendo esprimere loro tutta la solidarietà degli avvocati del Foro di Brindisi per episodi che indubbiamente scuotono la serenità personale e professionale". Lo stesso Panzuti si è soffermato sui pericoli della professione forense: "Al di là del caso specifico, che a detta degli stessi colleghi pare ricondursi a un mero atto vandalico - spiega Panzuti - ribadisco come gli avvocati siano quotidianamente esposti a pericoli nell'esercizio dell'attività, perché da un lato essi sono liberi, autonomi e indipendenti nelle scelte difensive a tutela degli interessi dell'assistito (così compiendo ogni dovere anche contro la volontà di interessi opposti), dall'altro non si piegano mai a forme di intimidazione e di violenza".

Per il presidente dell'Ordine, oggi gli avvocati "rappresentano un baluardo insopprimibile per salvaguardare ogni forma di libertà e per garantire qualsiasi diritto, sempre attenti a evitare limitazioni alla loro sfera di autonomia e indipendenza". Gli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza della Città bianca, coordinati dal Dirigente Francesco Angiuli, stanno intanto intensificando l'attività di indagine, al fine di risalire ai balordi che hanno appiccato il fuoco alle auto dei due affermati penalisti: la "Mercedes Classe A" del decano degli avvocati del Foro brindisino e la "Audi A6" del figlio, Mario.

Le due autovetture erano parcheggiate, a distanza di 50 metri l'una dall'altra, in prossimità di via Giovanni XXIII, a ridosso dell'abitazione dei due legali. Si fa sempre più probabile l'ipotesi che si sia trattato di una ritorsione teppistica da parte di qualche piccolo criminale del posto.

In tal senso va inquadrato anche il commento dell'avvocato Aldo Guagliani: "E' un brutto episodio quello che ha visto protagonisti me e mio figlio, ma non vi avventurate in ipotesi fantasiose, perché vi condurrebbero fuori strada. Dietro a entrambi gli attentati incendiari può esserci soltanto la mano di qualche ragazzotto. Non escluderei che possa essersi trattato di un dispetto, magari ad opera di qualcuno al quale non è stato possibile offrire assistenza legale".

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