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Cronaca

Aziende legali, soldi delle "bionde"

BRINDISI – Sequestro preventivo per il “tesoro” di Rocco De Virgilio (55enne brindisino), ex contrabbandiere riconvertito al mondo dell'imprenditoria dopo gli anni della “Operazione Primavera”. E' attraverso le attività legali svolte dalle sue aziende che secondo i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi – guidati dal maggiore Gabriele Sebaste – erano stati reinvestisti un milione e mezzo di euro provenienti dal florido traffico delle “bionde”, una volta smantellato il contrabbando da “Marlboro City”. Della mole di beni mobili e immobili finiti sotto sequestro, l'ex allenatore di calcio aveva intestato a suo nome solo il motorino.

BRINDISI - Sequestro preventivo per il "tesoro" di Rocco De Virgilio (55enne brindisino), ex contrabbandiere riconvertito al mondo dell'imprenditoria dopo gli anni della "Operazione Primavera". E' attraverso le attività legali svolte dalle sue aziende che secondo i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi - guidati dal maggiore Gabriele Sebaste - erano stati reinvestisti un milione e mezzo di euro provenienti dal florido traffico delle "bionde", una volta smantellato il contrabbando da "Marlboro City". Della mole di beni mobili e immobili finiti sotto sequestro, l'ex allenatore di calcio aveva intestato a suo nome solo il motorino.

Tutto il resto dei 4 appartamenti, dei 4 garage, dei terreni per una estensione di circa un ettaro e mezzo, sui quali è in fase di costruzione un impianto sportivo al rione Paradiso, le quote societarie delle società Daf Servizi (che svolge servizi di pulizie allo zuccherificio della Sfir) e della Sicurambiente (proprietaria tra l'altro anche del lido di Giancola), altri compendi di beni aziendali e 11 auto (da Mercedes di lusso a Citroen C3 ad una 500 Abarth SS) erano intestati ai suoi due figli ed il resto del nucleo familiare composto da 5 persone.

Secondo i militari delle fiamme gialle dopo il 1999, anno in cui De Virgilio fu arrestato nell'ambito dell'Operazione Cerbero 2 della Dia, con l'aggravante di far parte di un'associazione mafiosa dedita al traffico di sigarette - capeggiata da Sante Vantaggiato - quei capitali si erano inabissati. Rispuntando con alcune acquisizioni dal 99 in poi e in maniera più massiccia a partire dal 2005 in fase di costituzione delle società e delle altre attività svolte. "Secondo le indagini economico-finanziarie svolte su tutto il nucleo familiare su ordine del pm Raffaele Casto - spiega il colonnello Vincenzo Mangia comandante provinciale della Gdf - è emersa una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati e quelli conseguiti nonostante le attività lecite".

Da qui il sequestro in base alla normativa antimafia disposto dal tribunale di Brindisi - sezione misure di prevenzione - nonostante, prima della convalida, De Virgilio avesse provato a giustificare quelle incongruenze nei capitali adducendo disponibilità finanziarie ottenute attraverso risarcimenti per incidenti stradali e vincite al Superenalotto, ma non è stato creduto non avendo il danaro una propria tracciabilità.

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