Bacio rubato, assolto imprenditore

FRANCAVILLA FONTANA - Un bacio rubato, un abbraccio forzato e anche qualche toccatina di troppo. Sarebbero stati senza dubbio da qualificare come molestie sessuali, se solo tra lui e lei non vi fosse stata una intensa e tribolata relazione. Felice Rossini, un imprenditore agricolo di Villa Castelli, è stato assolto dal reato di violenza sessuale.

Il comando carabinieri di Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA - Un bacio rubato, un abbraccio forzato e anche qualche toccatina di troppo. Sarebbero stati senza dubbio da qualificare come molestie sessuali, se solo tra lui e lei non vi fosse stata una intensa e tribolata relazione, se le avance indesiderate non avessero avuto luogo in auto, quando i due erano in viaggio per Napoli. Sarà forse per tutta questa serie di considerazioni che nel pomeriggio di oggi Felice Rossini, un imprenditore agricolo di 47 anni, di Villa Castelli, è stato assolto dal reato di violenza sessuale. Il pm Milto Stefano De Nozza ha chiesto l’assoluzione e il collegio (Chiarelli, Cacucci e Nestore) ha condiviso la sua impostazione.

La storia, il cui momento topico risale al 29 dicembre 2010, è parecchio intricata. Lui è sposato, ma ha una relazione extraconiugale con la vittima con la quale entra poi in affari, gestendo un negozio di abbigliamento a Francavilla Fontana in cui è impiegata anche la sorella di lei. In scena figurano anche altre donne, una in particolare che ha testimoniato oggi, prima della chiusura dell’istruttoria dibattimentale, ma hanno un ruolo assolutamente irrilevante negli affari dei due che si sono ritrovati in un’aula del tribunale di Brindisi, in un processo a porte aperte e nel giorno della sentenza, non si sono scambiati neppure uno sguardo.

E’ tutto finito tutto tra loro, sostiene la vittima (assistita dall’avvocato Loredana Percolla), quando si mettono in viaggio per Napoli, un viaggio indispensabile per ragioni di lavoro. Non lo e’ del tutto, secondo l’imputato, difeso dall’avvocato Michele Fino. Rossini si sente in diritto di scambiare qualche effusione. Non è un gesto gradito dalla donna che però non va subito a denunciare tutto ai carabinieri, una volta tornata a Francavilla Fontana. Attende qualche tempo prima di sporgere formale querela. E dice poi di aver subito quel bacio forzato dall’uomo che le si era poi “avvinghiato”, nonostante il rifiuto. Viene avviata un’inchiesta, poi è inizia il processo.

Emerge che Rossini di fatto era il finanziatore del negozio gestito dalla donna, colui il quale lo aveva sovvenzionato in momenti di crisi fino a divenirne il proprietario. La situazione economica dell’attività era però rimasta piuttosto difficile: “bisognava ridurre il personale”, ha spiegato oggi l’imputato, un fiume in piena, dinanzi al collegio. La donna aveva invece spiegato, nelle udienze precedenti, che proprio sul licenziamento della sorella si imperniava il presunto ‘ricatto’, alla fine divenuto un ricatto di tipo sessuale.

Nulla di tutto ciò. La ex compagna continua ad affermare d’essere stata fatta oggetto di attenzioni che non gradiva e poiché né una donna, né un uomo vanno sfiorati nel caso in cui oppongano un ‘no’ convinto, ha chiesto attraverso il proprio avvocato la condanna del suo amante di un tempo.

Nulla da fare. Non c’è alcuna condotta penalmente rilevante nell’atteggiamento di Rossini. Perché il Tribunale abbia ritenuto di decidere per l’assoluzione, lo si saprà soltanto quando saranno depositate le motivazioni della sentenza. Rossini, imprenditore conosciuto nello spicchio di provincia in cui vive e lavora, per il momento non ha nulla più da temere. Dongiovanni forse sì, ma per la giustizia non è un molestatore.

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