Cronaca Via di Punta Penne

Bagnini, inservienti e bagnanti i protagonisti dell'eroico salvataggio all'ex Lido Poste

Alì Dramane Sagna, inserviente di lido Risorgimento proveniente dal Burkina Faso, ha caricato il 15enne A.V. sul pattino e gli ha subito praticato il messaggio cardiaco. Al suo fianco c'era il collega Francesco Baldassare. Sono due fra le persone che hanno sfidato il mare in tempesta per salvare i quattro minorenni finiti stamani in balia delle onde

BRINDISI – Alì Dramane Sagna, inserviente di lido Risorgimento proveniente dal Burkina Faso, ha caricato il 15enne A.V. sul pattino e gli ha subito praticato il messaggio cardiaco. Al suo fianco c’era il collega Francesco Baldassare. Sono due fra le persone che hanno sfidato il mare in tempesta per salvare i quattro minorenni fra i 13 e i 15 anni finiti stamani in balia delle onde a oltre 100 metri dalla spiaggia libera dell’ex Lido Poste. Gli adolescenti devono la loro vita anche a Rino Ostuni, bagnino di lido Grachio Rosso, Cosimo Contessa, bagnino di lido Risorgimento, Benito Miccoli, altro inserviente di lido Risorgimento, e ad almeno tre bagnanti, fra cui due militari della brigata Marina San Marco. Ali Dramane Sagna, uno degli inservienti gettatosi in mare-2

Uno di questi, il 39enne Massimiliano Marangi, si è procurato un profondo taglio alla testa, suturato in ospedale con diversi punti, a seguito del ribaltamento di un pattino. Decine di persone che si trovavano fra i due lidi situati lungo la litoranea a nord di Brindisi, in località Punta Penne, sono rimaste con il fiato sospeso per non meno di 15 (interminabili) minuti.

Sul litorale brindisino soffiava un fortissimo vento di maestrale Il mare era a dir poco agitato. Erano circa le ore 13 quando una risacca ha trascinato i minori lontano dalla riva, fino a superare la boa di colore rosso posta a circa 100 metri dalla costa. Dagli stabilimenti balneari adiacenti, qualcuno si è subito reso conto che i ragazzini erano in grave difficoltà. “All’improvviso – dichiara una cliente di lido Risorgimento – ho visto uno sciame di persone dirigersi verso la spiaggia libera”. I bagnini e i dipendenti degli stabilimenti non hanno perso neanche un secondo. Almeno sette soccorritori, a bordo di due pattini e di una canoa, hanno remato controcorrente, fino a raggiungere gli adolescenti (a destra, il bagnino Ali)..

Tre di loro erano coscienti. A.V., invece, era con la faccia sott’acqua. “Il fratello che si trovava insieme a lui – dichiara uno dei soccorritori – scandiva disperatamente il suo nome”. Sono occorsi circa 10 minuti per raggiungere i ragazzini. Poi ce ne sono voluti almeno altri 5 per portarli a riva. Alì e Francesco hanno subito tentato di rianimare il 15enne con massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca. Una volta giunti a terra, i quattro sono stati affidati a tre equipe del 118, recatesi sul posto a bordo di altrettante ambulanze.

Le condizioni di A.V. erano disperate. Il giovane è stato condotto in codice rosso verso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi. Gli altri tre hanno ricevuto le prime cure nell’area di ingresso di lido Risorgimento, a bordo delle ambulanze, prima di essere trasportati verso il nosocomio. Erano in stato di schock e avevano bisogno di una maschera d’ossigeno, ma non versavano in pericolo di vita.

Benito Miccoli e Francesco BaldassarreLo stabilimento, intanto, era stato raggiunto anche da due squadre di vigili del fuoco, di cui una di sommozzatori partiti dal distaccamento portuale, e da un equipaggio di poliziotti della Sezione volanti.

I bagnanti erano in ansia per la sorte del minorenne privo di sensi. Dall'ospedale arrivavano notizie tutt’altro che confortanti. Il personale del Perrino, però, è riuscito nel miracolo di strappare il 15enne a un tragico destino. Il paziente, sottoposto a una tac, si trova adesso ricoverato nel reparto di Rianimazione (a sinistra, Benito Miccoli e Francesco Baldassarre).

I suoi tre amici, raggiunti da parenti e famigliari, erano avvolti nelle coperte termiche. A pochi passi da loro, nell’anticamera del Pronto Soccorso, si trovava il marò Massimiliano Marangi. “Non credo – dichiara il militare – di aver fatto nulla di eroico. Ho agito con senso del dovere. Quando ho visto quei ragazzi in difficoltà, mi sono gettato in acqua insieme ad altre persone”.

Il gestore di lido Risorgimento, Franco Iaia, ha ricostruito l’accaduto a due militari della Capitaneria di porto recatisi presso lo stabilimento I bagnini Cosimo Contessa e RIno Ostunibalneare per redigere una relazione. “I soccorsi – chiarisce l’imprenditore – si sono attivati immediatamente. Non abbiamo perso un solo secondo”. Man mano che dal Perrino cominciavano ad arrivare buone nuove, operatori e clienti delle spiagge private si rasserenavano. E con un pizzico di orgoglio rimarcavano l’eroismo mostrato da chi si è gettato in mare per salvare quattro vite, mettendo a rischio la propria incolumità (a destra, i bagnini Cosimo Contessa e Rino Ostuni).

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