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Balletti hip hop e furti di auto con cavallo di ritorno: dieci arresti

I carabinieri sgominano una banda dedita ai furti. Accertati 51 episodi sino al mese di marzo 2018. Gli indagati sono 25

Articolo in aggiornamento continuo

ORIA – Prima di entrare in azione, uno di loro si esibiv in dei balletti di  musica rap. I carabinieri del comando provinciale di Brindisi hanno sgominato una banda dedita ai furti di auto con la tecnica del cavallo di ritorno, con base a Oria. Alle prime luci di oggi (19 giugno) sono state arrestate dieci persone, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Stefania de Angelis, su richiesta del pm Luca Miceli. Per restiruire i mezzi rubati (perlopiù auto di marca Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Golf e attrezzi agricoli) avrebbero chiesto somme comprese tra 500 e duemila euro.

conferenza carabinieri-2

I nomi degli arrestati

Arresti in carcere per sette indagati: Maurizio De Michele, 46 anni, di  Oria (detenuto per altra causa nel carcere di Brindisi); Michele Cera, 41, nato a Taranto ma residente a Oria; Emanuele Darimadea, 37 anni, nato a Manduria ma residente a Oria; Dario Castrovillari, 34 anni, nato a Mesagne e residente a Oria (detenuto per altra causa a Lecce); Antonio Lodeserto, 63 anni di Oria; Cosimo Saccomanno, 49 anni, di Oria; Giuseppe Castrovillari, 24 anni, nato a Francavilla Fontana e residente a Oria.

Arresti domiciliari per due indagati: Attilio De Michele, 23 anni, nato a Francavilla Fontana e residente a Oria; Salvatore Sasso, 45 anni, di Oria.

Obbligo di residenza per Cosimo De Taranto, 55 anni, di Oria, per il quale c'è la contestazione legata ad unico episodio di ricettazione di un tagliaerba. Anche una coppia di coniugi è indagata per favoreggiamento reale, avendo aiutato gli indagati nell’occultamento di alcuni beni di provenienza illecita (nascosti all’interno dell’area circostante la villetta recintata dove risiedono), subito dopo la commissione del reato di furto.

Video: il ladro si esibisce in un balletto hip hop prima del furto

Quattro degli indagati sono recidivi perché già condannati a giugno 2017 complessivamente a oltre 25 anni di reclusione per gli stessi reati, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di svariati furti in abitazione e numerosi furti di auto-motoveicoli, nonché ricettazione dei relativi pezzi di ricambio ed estorsioni (soprattutto compiute con il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno”), commessi fra il febbraio 2017 e il marzo 2018 a cavallo delle province di Brindisi, Lecce e Taranto.

L'organizzazione del sodalizio

L’associazione per delinquere in argomento è caratterizzata da:un gruppo di “vertice”, composto da Maurizio De Michele e Fabio Iurlaro, con compiti decisionali, di pianificazione, di individuazione delle azioni delittuose e delle strategie di furto, estorsione e riciclaggio; una parte operativa composta da 6 persone, cui competeva l’individuazione materiale del bene da asportare, l’occultamento e anche la trattativa con la vittima per la richiesta “estorsiva”. Due uomini sono ritenuti mandanti dei furti e preposti anche alle operazioni di smontaggio, rivendita e riutilizzo delle vetture rubate.

La stazione carabinieri di Oria

L'inchiesta: le immagini 

Questo troncone d'inchiesta  è stato chiamato "Patalini 2". Gli indagati sono in tutti 25. I furti di auto documentati, 51. Ventinove vetture  sono state restituite ai legittimi proprietari, come hanno spiegato nel corso della conferenza stampa il colonnello Giuseppe De Magistris, comandante provinciale dei carabinieri, il maresciallo Roberto Borrello, comandante della stazione di Oria e Nicola Maggio, comandante della compagnia di Francavilla Fontana. Gravi indizi di colpevolezza sono costituiti dalle immagini registrate dalle telecamere degli impianti di videosorveglianza di abitazioni private: i primi filmati ritenuti utili all'inchiesta sono stati acquisiti alla fine del mese di marzo dello scorso anno, in occasione di un tentato furto ai danni di un'auto in sosta. I militari, tramite la visione dei filmati, si accorsero che uno dei due specchietti retrovisori della macchian utilizzata dal bandito aveva un colore diverso dall'altro specchieddo. A partire da questo indizio e grazie a una ulteriore serie di riscontri, i carabinieri della stazione di Oria hanno identificato una persona, oggi destinataria di ordinanza. A distanza di poco, sono state chieste e autorizzate le intercettazioni ambientali. 

I furti

Nello specifico, i furti sono stati perpetrati a Oria (un’auto, un taglia erba, un paio di motori elettrici, un motocarro Ape, una motosega e un paio di cassoni della ditta Monteco), Ceglie Messapica (un’auto), San Michele Salentino (un’auto, un motocarro Ape), Cisternino (un’auto), Ostuni (un portafogli prelevato da un autocarro e varie attrezzature agricole).

In provincia di Lecce, i ladri sono entrati in azione a Campi Salentino (un’auto, un motocarro Ape Piaggio) e Salice Salentino (un Fiat Ducato).  Nel Tarantino, il sodalizio ha colpito a Carosino (un’auto), Manduria (due auto), Martina Franca (un motocarro Ape), Grottaglie (un’auto). 
 

Estorsioni non denunciate: 22 persone rischiano denuncia per favoreggiamento

Nel corso dell’inchiesta è stato appurato che 22 auto sono state restituite ai legittimi proprietari pochi giorni dopo il furto, a seguito del pagamento di una somma di denaro. Nessuno dei proprietari ha denunciato l’estorsione alle forze dell’ordine. A quanto pare le vittime contattavano una persona che faceva parte dell’organizzazione per trattare sulla cifra. In un caso si è partiti da mille euro, per poi arrivare a 2mila euro. Gli inquirenti, come spiegato dal colonnello De Magistris nel corso della conferenza stampa, stanno valutando la posizione delle 22 vittime. Non è infatti escluso che si possa procedere a loro carico con una denuncia per favoreggiamento. 

"Pagare per il cavallo di ritorno è una perdita della libertà"

Le intercettazioni: le cimici e la bonifica

In un'occasione, alcuni degli indagati hanno scoperto le "cimici" nascoste in una delle auto usate per compiere i furti e hanno iniziato le operazioni di bonifica. Tutto inutile. Perché i carabinieri sono riusciti ad ascoltare comunque le conversazioni in auto e a ricostruire gli episodi, tra furti e successive richieste di denaro a scopo di riscatto per la restituizione dei mezzi. E' emerso, talvolta, un clima di tensione tra alcuni degli indagati per il mancato rispetto degli orari per le uscite notturne. 

"A che ora hai detto?", chiede Maurizio De Michele  a Michele Cera. Risposta: "Cerchiamo di rispettare gli orari, se mi dai un'ora per è quella, non mi stai proprio piacendo".

Il furto di due cassoni della Monteco

I componenti dell'organizzazione non si interessavano solo di auto. I militari, infatti, hanno ricostruito anche il furto di due cassoni della ditta Monteco, appaltatrice del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, che si trovavano all'interno del deposito di Oria. Tale furto ha destato un certo allarmismo fra le forze dell'ordine, poichè non di rado si ricorre anche ai cassoni per sbarrare la strada in occasione di assalti ai danni di portavalori. Entrambi i cassoni vennero poi ritrovati nella proprietà di Salvatore Sasso. 

I nascondigli

Gli indagati sono apparsi "spavaldi e professionali", secondo il pm. Tali elementi sono evidenziati dal fatto che il gruppo " non ha desistito dal portare a compimento ulteriori delitti, nonostante il recupero da parte dei carabinieri di 29 autovetture, che erano state nascoste in varie località impervie dell’oritano, indicate come “gubbie”, “bosco” e “foresta”". Gli indagati, secondo l'accusa, avrebbero "agito anche alla presenza dei proprietari dei mezzi i quali impegnati in lavori o comunque presenti all’interno della propria abitazione, erano controllati a vista  per permettere ai complici di operare indisturbati".  Nello stesso giorno sono stati accertati più tentativi di furto. 

I passi di Hip Hop

E poi c'è una curiosità balzata all'occhio degli investigatori, mentre venivano visionate le immagini riprese dalle telecamere. In almeno un paio di circostanze, mentre un complice era intento a rubare una macchina, uno degli indagati si è esibito in dei passi di hip hop, come se stesse ballando sul sottofondo di una musica rap. Più che uno scherzo, i militari hanno interpretato questo gesto come un affronto: "Un afronto però - ha dichiarato il comandante De Magistris - non gli ha portato bene". 

Le esigenze cautelari

Nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip ha ritenuto concrete e attuali le esigenze cautelari. In particolare, "il pericolo concreto di reiterazione dei reati e la molteplicità degli episodi delittuosi, la reiterazione e sistematicità delle condotte perpetrate, il valore della merce trafugata, la sussistenza di elementi di collegamento certi fra gli attuali indagati e la professionalità dimostrata dagli stessi (nella predisposizione dei mezzi, nel reperimento dei beni da depredare e dei soggetti a cui consegnare la merce rubata), la disponibilità dei luoghi nei quali occultare le autovetture di illecita provenienza e anche la gravità del danno procurato alle numerosissime persone offese".

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