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Bambini nell'atrio in attesa delle lezioni: la lamentela

Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione di uno dei genitori della scuola dell'infanzia Alcide De Gasperi di San Pietro Vernotico riguardo a una vicenda verificatasi a scuola nei giorni scorsi

SAN PIETRO VERNOTICO - Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione di uno dei genitori della scuola dell'infanzia Alcide De Gasperi di San Pietro Vernotico riguardo a una vicenda verificatasi a scuola nei giorni scorsi. 

Bambini ‘‘Alla porta’’. E’ di pochi giorni fa la disposizione della dirigente scolastica dott.ssa Loreta Chirizi della scuola d’Infanzia Alcide De Gasperi di San Pietro Vernotico che prevede che i piccoli bambini dai 3 ai 5 anni, debbano essere lasciati sulla soglia della scuola e accompagnati dal collaboratore scolastico in un atrio dove rimangono tutti insieme fino alle ore 9.30 circa, per proseguire successivamente le attività nelle rispettive classi di appartenenza.

Stessa regola vale al termine delle attività dei piccoli; il genitore si presenta all’ingresso e chiede al collaboratore scolastico di poter prendere il proprio bambino, che poco dopo gli verrà ‘’consegnato’’ sulla porta dell'istituto, cosi genitore e bambino dopo il classico e caloroso abbraccio con bacio si dirigeranno nella loro abitazione. Di fatto viene reciso il fondamentale e basilare rapporto tra insegnante e genitore, dove quest’ultimo non ha alcun feed back del proprio pargolo, sulla sua alimentanzione, integrazione sociale e meno ancora sulle attività svolte o qualsiasi problematica verificatasi nella giornata, soprattutto in una classe problematica che ha visto la riduzione dei piccoli iscritti da 18 unità a solo 8 bambini, per motivazioni non meglio note.

Non per ultimo bisogna considerare il grosso onere che viene chiesto ai collaboratori, considerando l’elevato numero di bambini nell’istituto. Tra insegnanti e genitori deve potersi sviluppare un vero patto che consenta ad entrambi di conoscere i percorsi a scuola e a casa dei bambini, tanto da poter costruire insieme il loro futuro. In tal senso dovrebbe avvenire un'integrazione tra i sistemi in questione proprio per aiutare gli insegnanti a conoscere meglio gli alunni che hanno il compito di formare, è necessario un confronto con i genitori, costante e quotidiano. Succede allora che la comunicazione scuola-famiglia risulta bloccata L'insegnante dovrebbe avere l'aspettativa di essere accettato soprattutto per i suoi metodi di insegnamento. Si attende di poter essere un punto di riferimento costante per le famiglie e di poter gestire i rapporti con queste in modo sereno. In un ottica sempre più diretta verso l’integrazione e la tutela dei più deboli, tale regola sembra assolutamente fuori sintonia e le attività una tantum scuola famiglia sembrano più rispecchiare un effetto mediatico che una reale integrazione.

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