Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Bambini, sport e crisi: progetto di Save the Children anche a Brindisi

La crisi economica ha anche l'effetto di frenare lo sport dei bambini nel tempo libero: quasi un bambino su cinque (17%) in Italia non pratica sport al di fuori dell'ambito scolastico o prescolare e per il 27% di loro questo accade per la mancanza di possibilità economiche delle famiglie nell'affrontare questa specifica spesa

La crisi economica ha anche l'effetto di frenare lo sport dei bambini nel tempo libero: quasi un bambino su cinque (17%) in Italia non pratica sport al di fuori dell'ambito scolastico o prescolare e per il 27% di loro questo accade per la mancanza di possibilità economiche delle famiglie nell'affrontare questa specifica spesa. Circa un minore su dieci, invece, non pratica attività motorie neppure a scuola (11%), in questo caso per mancanza di spazi attrezzati o per l'assenza di attività nel programma scolastico.

Sono dati che emergono dalla ricerca "Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi", realizzata da Ipsos per Save the Children e Gruppo Mondelez in Italia e presentata oggi ad Expo 2015, in occasione dei quattro anni di "Pronti, Partenza, Via!", progetto promosso da Save the Children insieme a Mondelez International Foundation nelle aree periferiche di 10 città italiane (Ancona e Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino) a favore della pratica motoria e sportiva e dell'educazione alimentare dei bambini.

Il progetto, realizzato in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) - con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria - ha coinvolto negli ultimi quattro anni 96.000 beneficiari tra bambini e genitori e sono 1400 i professionisti interessati nelle attività. Sulla scia dei risultati raggiunti, Save the Children e Mondelez International Foundation hanno annunciato stamattina che il progetto verrà esteso fino al 2016 e le buone pratiche consolidate in questi anni verranno proposte anche a Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea, all'interno delle attività dei 'Punti Luce' di Save the Children, strutture "ad alta densità educativa" dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative.

La ricerca Ipsos descrive bambini e ragazzi abbastanza attenti all'alimentazione, che per una buona parte praticano attività sportiva, ma passano anche tanto tempo chiusi in casa davanti alla televisione, ai videogiochi o leggendo un libro. I ragazzi trascorrono in casa propria o presso quella di amici (62%) molto del loro tempo libero, anche perché' non ci sono spazi all'aperto dove incontrarsi o, anche quando ci sono, sono sporchi e poco sicuri (66%). Solo il 44% dei ragazzi dichiara di trascorrere con i genitori più di un'ora di tempo durante le giornate lavorative, situazione che migliora nel weekend dove però quasi un bambino su quattro passa comunque meno di un'ora al giorno in attività coi propri genitori.

Il tempo trascorso coi ragazzi in famiglia è per lo più dedicato a fare delle passeggiate (58%) e solo poco più di uno su tre va a visitare qualcosa (34%), uno su quattro va al cinema (25%) e meno di uno su cinque fa attività sportiva coi genitori (18%). Quando i ragazzi sono a casa, in media trascorrono 55 minuti al giorno su internet, 47 minuti giocando con i videogame; dal lunedì al venerdì passano in media 71 minuti al giorno davanti alla tv, tempo che si allunga a 84 minuti nei fine settimana. Il 12% di loro sta davanti alla televisione più di tre ore al giorno durante i giorni feriali, percentuale che sale al 20% nel weekend.

Circa uno su sei sta su internet e gioca ai videogame per lo stesso lasso di tempo. La considerazione che i ragazzi hanno dell'importanza della pratica sportiva e dell’attività motoria resta bassa: solo per meno della metà degli intervistati "uno che pratica sport viene considerato molto bene, perché' piacciono i ragazzi sportivi" (46%). Per uno su tre questo elemento non è rilevante per la "popolarità'" tra i coetanei (32%) e più di uno su cinque dichiara che tra amici bisogna invece saperne di videogiochi, campionato di calcio e cartoni animati (22%).

Un Punto Luce di Save the Children a Catania-2Le occasioni di sport e movimento non si esauriscono però nella pratica sportiva e la sedentarietà dei ragazzi si conferma un tratto distintivo: un intervistato su quattro dichiara di camminare non più di 15 minuti al giorno, dato che aumenta a uno su tre nel Centro Italia; solo il 4% afferma di percorrere a piedi più di un'ora al giorno. Due su cinque vanno a scuola accompagnati in macchina da un familiare e gli altri si muovono utilizzando mezzi pubblici (17%), a piedi (28%) o con la bicicletta (15%). Tra i ragazzi che utilizzano la bicicletta, si segnala un incremento del 6% rispetto alla precedente rilevazione nell'utilizzo delle due ruote, percentuale che sale fino al 22% tra i ragazzi fra gli 11 e i 13 anni.

La ricerca dice anche che se da un lato i genitori spesso a causa degli impegni lavorativi non sono molto presenti in casa con i ragazzi, quasi tutti gli stessi genitori considerano importante che i propri figli vadano bene a scuola (95%) e che pratichino attività sportive. Quasi 4 genitori su 5 (77%) dichiarano di "essere attenti a fornire alimenti salutari durante i pasti". L'87% afferma di conoscere le regole base dell'alimentazione che favoriscono la crescita equilibrata dei propri figli. E' grazie alle tradizioni imparate dalla famiglia d'origine (40%) che i genitori sanno quali sono gli alimenti da mettere sulla tavola per i propri figli, ma nella messa in pratica quotidiana sono meno rigidi: infatti per ben il 32% si tratta di una applicazione solo occasionale.

Il ruolo dei pediatri è invece molto importante per l'educazione alimentare dei propri figli, secondo quanto dichiarano i genitori intervistati: il 56% di loro vorrebbe che fosse proprio il pediatra a fornire loro le informazioni necessarie ad una corretta pratica alimentare e il 19% si aspetta che questi suggerimenti arrivino dagli insegnanti dei figli a scuola. Ma cosa mangiano questi ragazzi? Secondo quanto dichiarano i loro genitori, il 74% di loro mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno, ma il 22% dei bambini e ragazzi non ha l'abitudine di fare colazione tutte le mattine. Un bambino su due mangia a pranzo con almeno un genitore (52%) e il 27% lo fa a mensa con i compagni. A cena la famiglia italiana sembra riunirsi intorno al tavolo: l'87% dei ragazzi dichiara infatti di cenare sempre o quasi con i genitori. Quattro bambini su 10 affermano però di farlo ogni giorno con la tv accesa.

"Le difficoltà economiche delle famiglie e la mancanza di spazi pubblici adeguati obbligano molti bambini e ragazzi a rimanere in casa per lunghe ore. Per questo motivo rischiano di diventare sempre più sedentari e disabituati a confrontarsi coi loro coetanei. Sono bambini e ragazzi che, anche solo con un parco giochi, degli alberi e delle panchine, potrebbero cambiare le loro abitudini, correndo meno il rischio di perdere la socialità tipica della loro età", spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia.

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