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Operazione Matrioska

Operazione Matrioska

Bancarotta, la moglie di Bozzetti davanti al gip: "Io mi limitavo a firmare

BRINDISI – Interrogati oggi anche moglie e figli dell’imprenditore Antonio Bozzetti, 67 anni, di Brindisi, arrestati venerdì scorso dalla Guardia di Finanza con l’accusa di bancarotta fraudolenta pluriaggravata e bancarotta documentale nel corso dell’operazione denominata “Matrioska”. Bozzetti senior è rinchiuso in carcere, moglie e figli sono ai domiciliari. Assistiti dall’avvocato Ladislao Massari, sono stati sentiti questa mattina nell’ufficio del giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò. I tre sono stati autorizzati a recarsi liberamente al tribunale.

BRINDISI - Interrogati oggi anche moglie e figli dell'imprenditore Antonio Bozzetti, 67 anni, di Brindisi, arrestati venerdì scorso dalla Guardia di Finanza con l'accusa di bancarotta fraudolenta pluriaggravata e bancarotta documentale nel corso dell'operazione denominata "Matrioska". Bozzetti senior è rinchiuso in carcere, moglie e figli sono ai domiciliari. Assistiti dall'avvocato Ladislao Massari, sono stati sentiti questa mattina nell'ufficio del giudice per le indagini preliminari Antonia Martalò. I tre sono stati autorizzati a recarsi liberamente al tribunale.

La prima a sedere dinanzi al giudice e al verbalizzante (assente il sostituto procuratore Adele Ferraro, titolare dell'inchiesta, impegnata in udienza) è stata Luigia Micelli, 62 anni, moglie di Bozzetti, proprietario della Tubisaldo, accusato, assieme ai suoi congiunti di avere provocato un buco nei conti di questa e della Plus, di sette milioni di euro e di avere fatto sparire tre milioni di euro. Luigia Micelli ha detto di non sapere niente, che da amministratore della Tubisaldo ha solo firmato.

Poi è stata la volta di Francesco Bozzetti, 35 anni, amministratore della Plus Service Srl, e di Fabiana Bozzetti, 39 anni, compartecipe della Tubisaldo. I fratelli Bozzetti hanno difeso il loro operato ed hanno contestato la ricostruzione effettuata dal perito di ufficio. L'avvocato Massari al momento non ha avanzato alcuna richiesta per i tre che si trovano agli arresti domiciliari. Probabilmente presenterà ricorso al riesame subito dopo che il giudice avrà deciso se lasciare in carcere oppure applicare una misura meno afflittiva nei confronti di Bozzetti senior che è comparso dinanzi al giudice venerdì scorso.

I fatti contestati risalgono agli anni tra il 2003 e 2006, quando i quattro indagati ricoprivano cariche dirigenziali nelle aziende Tubisaldo Eco Industriale Srl che si occupa della progettazione e della costruzione di impianti per il trattamento di liquami, aria, scarichi e così via, e nella Plus Service. L'inchiesta, sviluppata dal Nucleo di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, e coordinata dal sostituto procuratore Adele Ferraro, ha portato alla scoperta della sottrazione alla curatela fallimentare da parte degli indagati di tre milioni di euro a fronte di un debito accumulato di sette milioni nei confronti di fisco e Inps. Le indagini partono nel 2008 a seguito del fallimento della Tubisaldo.

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