Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Ceglie Messapica

Banda bancomat: uno dei componenti viola i domiciliari e torna in carcere

Torna in carcere il 32enne Cosimo De Rinaldis, di Ceglie Messapica, uno dei cinque presunti componenti della così detta banda del bancomat, alla quale vengono attribuiti diversi colpi messi a segno fra marzo e agosto del 2013, con la tecnica dell'esplosione tramite immissione di gas. De Rinaldis si trovava in regime di arresti domiciliari, con braccialetto elettronico

CEGLIE MESSAPICA – Torna in carcere il 32enne Cosimo De Rinaldis, di Ceglie Messapica, uno dei cinque presunti componenti della così detta banda del bancomat, alla quale vengono attribuiti diversi colpi messi a segno fra marzo e agosto del 2013, con la tecnica dell’esplosione tramite immissione di gas. De Rinaldis si trovava in regime di arresti domiciliari, con braccialetto elettronico.

Il provvedimento restrittivo lo autorizzava ad allontanarsi da casa per andare a lavoro. Ma da quanto appurato dai carabinieri delle stazione di Ceglie Messapica diretti dal comandante Camarda, il 32enne avrebbe violato in alcune circostanze gli obblighi imposti. Gli stessi, nella serata di ieri (15 Cosimo De RInaldis-2gennaio) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla corte di appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto. L’uomo è stato condotto nella casa circondariale di Brindisi in via Appia (nella foto a destra, Cosimo De Rinaldis).

Le scorribande della banda del bancomat conobbero il loro epilogo la notte fra il 7 e l’8 agosto del 2013, all’esterno della filiale della banca Monte dei Paschi di Siena di Monteiasi (Taranto). De Rinaldis e i suoi complici (Pietro Leone, 40 anni, di Villa Castelli; Oronzo D'Urso, 33 anni, di Ceglie Messapica; Francesco Barnaba, 37 anni, di Ceglie Messapica; Gianluca Giosa, 34 anni, di Brindisi) vennero fermati dai carabinieri dei comandi provinciali di Brindisi e Taranto pochi istanti prima di far saltare in aria la postazione.

L’attrezzatura per immettere gas nelle fessure del cash dispenser era già stata predisposta. Ma i cinque non sapevano di essere circondati da decine di carabinieri che avevano monitorato i loro spostamenti, dopo settimane di indagini a tamburo battente. Nei mesi successivi, gli inquirenti raccolsero ulteriori elementi a carico degli arrestati. L’11 dicembre 2013, nell’ambito dell’operazione Grisù, ai banditi venne notificata un’ordinanza di custodia cautelare in cui si contestavano altri quattro episodi. 

Nel gennaio 2014, il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, si concluse con condanne da un minimo di 3 anni e 10 mesi a un massimo di 6 anni di reclusione. 

Tiziana Del Prete-2E’ stata condotta in carcere anche la 42enne Tiziana Del Prete, di Carovigno. Questa deve scontare un residuo di pena su una condanna pari a 2 anni, un mese e otto giorni di reclusione per i reati di rapina ed evasione commessi a Modena, Carovigno e Ostuni rispettivamente nel 2006, 2012 e 2013.

La donna è stata prelevata dai carabinieri della locale stazione, che le hanno notificato un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla procura di Brindisi. La Del Prete si trova adesso nella casa circondariale di Lecce (nella foto a sinistra, Tiziana Del Prete)

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