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“Banda Bassotti” arrestata a Pordenone: quattro brindisini in carcere

Fermati dai carabinieri fratelli Antonio e Lorenzo Boccadamo, 48 e 55 anni, Damiano Andriulo, 37, Gervasio Del Monte, 51, e il torinese Simone Giordano, 39. L’inchiesta dopo il colpo da centomila euro all’ufficio postale di Casarsa, stavano per tornare in azione: si nascondevano nei bagni in attesa del direttore

BRINDISI – In trasferta tra Udine, Trieste, Treviso e Venezia per svaligiare gli uffici postali: quattro brindisini sono stati arrestati, in flagranza dai carabinieri, nell’inchiesta tenuta a battesimo sotto la voce “Banda bassotti”. Erano già riusciti a calarsi dal tetto della filiale di San Biagio di Callalta e a nascondersi in bagno per aspettare il direttore.

Rapina Pordenone, banda bassotti 3(1)-2

Gli arrestati

In carcere sono finiti i fratelli Antonio e Lorenzo Boccadamo, 48 e 55 anni, Damiano Andriulo, 37, Gervasio Del Monte, 51, e il torinese Simone Giordano, 39. Sono stati fermati dai carabinieri del comando provinciale di Pordenone sabato 2 dicembre all’alba, nell’ambito delle indagini partite dopo la rapina all’ufficio postale di Casarsa del 31 dicembre 2016 . Colpo da 100 mila euro. Secondo i militari stavano per replicare l’azione sabato e probabilmente con la stessa tecnica avrebbero messo a segno altre rapine, sempre negli uffici postali della zona del Nord Est.

Per l’arresto in flagranza sono accusati di tentata rapina aggravata e ricettazione in concorso. Gli indagati sono volti già noti alle forze nell’ordine. Il blitz è scattato a San Biagio di Callalta, nella frazione di Olmi: sono stati impegnati gli uomini del Nucleo investigativo pordenonese al comando del tenente colonnello Federico Zepponi, affiancati nella fase esecutiva dai reparti dell’Arma di Treviso, ai quali sono state delegate le indagini.

Rapina Pordenone, banda bassotti 4(1)-2

Le indagini

I quattro brindisini e il torinese erano seguiti da diversi mesi, probabilmente anche sotto intercettazione dopo una serie di pedinamenti. Poche, al momento, le notizie trapelate, tenuto conto della necessità di assicurare il segreto investigativo, posto che l’inchiesta non è ancora chiusa. Sabato mattina, i carabinieri erano sicuri che la banda entrasse in azione e per questo – anche in borghese – gli uomini dell’Arma hanno circondato e isolato la zona dell’ufficio postale di San Biagio di Callalta, dopo aver visto i cinque segare le inferriate esterne di una feritoria e calarsi dal tetto.

Le auto e le pistole

Tre le auto usate dal gruppo: una Golf, una Panda e una Fiesta. In tre aspettavano in auto, mentre Antonio Boccadamo e Simone Giordano si sono introdotti nell’ufficio armati. Avevano  una fedele riproduzione di pistola semiautomatica, simile a un modello Browning, senza tappo rosso, e una ricetrasmittente per mantenersi in contatto con i complici all’esterno. Troppo rischioso usare i telefonini. Sarebbero stati localizzati attraverso le celle agganciate, se non addirittura “ascoltati”.

Rapina Pordenone, banda bassotti 2(2)-2

Il blitz

I carabinieri sono entrati in azione poco prima delle 7. Nessuno dei cinque ha opposto resistenza. Sono stati circondati. Avrebbero dovuto, stando ai piani ricostruiti dai militari, aspettare nascosti in bagno l’arrivo del direttore dell’ufficio postale, previsto 15 minuti dopo le 7. A quel punto lo  avrebbero immobilizzato e minacciato con la pistola per  ottenere il codice necessario a disattivare l’allarme per aprire la cassaforte. Sabato mattina il direttore non è arrivato, essendo stato avvisato dai carabinieri.

Auto e armi sono state sequestrate. La convalida degli arresti è prevista per domani.

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