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Banda dell'Audi: confessato un solo colpo. In tre ottengono i domiciliari

Hanno confessato solo il furto da 20mila euro ai danni di una tabaccheria di Salice Salentino (Lecce). Ma con gli altri colpi messi a segno in giro per la Puglia dalla così detta banda dell’Audi, hanno detto di non avere nulla a che fare. I quattro brindisini sorpresi con 60 chili di sigarette rubate si sono presentati stamani davanti al gip. Due restano in carcere, due hanno ottenuto i domiciliari

BRINDISI – Hanno confessato solo il furto da 20mila euro ai danni di una tabaccheria di Salice Salentino (Lecce). Ma con gli altri colpi messi a segno in giro per la Puglia dalla così detta banda dell’Audi, hanno detto di non avere nulla a che fare. I quattro brindisini sorpresi con 60 chili di sigarette rubate in un capannone abbandonato di contrada Iannuzzo, nelle campagne di San Vito dei Normanni, si sono presentati stamani davanti al gip Maurizio Saso, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida dell’arresto disposto dal pm Giuseppe De Nozza.

Roberto Papa Sgura, 27 anni, e Sebastiano Manni, 39 anni, difesi rispettivamente dagli avvocati Giuseppe Guastella e Laura Beltrami, restano in carcere. Marco Vitale, 25 anni, difeso dall’avvocato Simona Attolini, e Rocco Roma, 22 anni, assistito dall’avvocato Claudio Marraffa, sono tornati a casa in regime di domiciliari. Stessa sorte è toccata anche all’indagato trovato in possesso di mezzo chilo di hascisc, il 47enne Lorenzo Zurlo, di San Vito dei Normanni, difeso dagli avvocati Andrea D’Agostino e Gianmarco Lombardi.

Secondo gli inquirenti, Zurlo si era incontrato con i brindisini per scambiare le sigarette con la droga. Ma all’appuntamento erano presenti anche i poliziotti del commissariato di Ostuni diretti dal commissario capo Gianni Albano, che da tre giorni si erano messi in appostamento intorno al capannone. Gli agenti sono entrati in azione nel pomeriggio di venerdì (18 dicembre). Due giorni prima, una pattuglia a bordo di un’auto civetta aveva ingaggiato un inseguimento con un’Audi A6 station wagon nera che aveva raggiunto il fabbricato insieme a una Ford Ka e a una Peugeot 206. La macchina di grossa cilindrata venne tallonata fino al rione Sant’Elia, nella periferia di Brindisi, dove i malviventi riuscirono a dileguarsi.

Nella giornata di venerdì, i brindisini sono tornati nel capannone non a bordo della macchina di grossa cilindrata, ma di una piccola Renault Twingo. Al momento dell’arrivo di Zurlo, alla guida della sua Fiat Doblò, i poliziotti sono usciti allo scoperto. Le forze dell’ordine hanno sequestrato le sigarette e la droga, rinvenuta sotto il sedile lato guidatore della Twingo. L’Audi A 6 è stata trovata in un boxe del Sant’Elia. Al suo interno c’erano passamontagna e vari arnesi da scasso, fra cui una mazza ferrata e una bombola di gas per far saltare l’involucro blindato dei bancomat.

I brindisini hanno ammesso di aver acquistato l’Audi una decina di giorni prima, per rubare delle sigarette e poi rivenderle. Ma a loro dire hanno agito solo in una occasione, a Salice Salentino. A tutti e quattro è stato contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti. I capi promotori del sodalizio, secondo gli inquirenti, sarebbero Manni e Sgura. Per questo, e anche per i precedenti che gravavano sul loro conto, i due sono rimasti in carcere.

Zurlo invece è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e possesso illegale di armi (due fucili rinvenuti durante la perquisizione domiciliare).Il sanvitese ha riferito al giudice di essersi recato sul luogo in cui è scattato il blitz semplicemente per portare da mangiare a quattro cani (un pitbull, due cani corsi e un pastore maremmano) su incarico del proprietario del terreno. Si trattava di una commissione che effettuava quasi ogni giorno. “Non conoscevo – ha detto Zurlo - i brindisini. Non li avevo mai visti prima”. Quanto al rinvenimento di mezzo chilo di hascisc nella sua auto, il 47enne ha spiegato che la droga era solo per uso personale. Stando alla sua versione dei fatti, insomma, il sanvitese avrebbe avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. 

Intanto le indagini vanno avanti, poiché non si esclude il coinvolgimento di altre persone nelle attività illecite condotte dai brindisini. Di certo c’è che la famigerata banda (o bande) dell’Audi è ancora viva e vegeta. Lo dimostrano lo spettacolare assalto al bancomat della banca Unipol di Fasano messo a segno la notte fra domenica e lunedì e il furto ai danni dell’area di servizio Agip sulla strada statale 379 Bari-Brindisi, all’altezza di Torre Canne, perpetrato la scorsa notte. 

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