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 Michael Maggi

Michael Maggi

Banda dello scooter, nuovi arresti

BRINDISI – Il 17 ottobre sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile della questura di Brindisi per aver perpetrato una rapina a mano armata poche ore prima all'interno del supermercato Dok di via Sant'Angelo, oggi sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal tribunale di Lecce, perchè accusati di aver messo a segno un'altra rapina l'8 ottobre scorso ai danni della gioielleria “Il Garofalo” di Squinzano. Nuovi arresti per il 18enne Michael Maggi e il neo 18enne Nicola Iurlo di Brindisi, definiti dagli investigatori brindisini come componenti della “banda dello scooter”, la banda che per tutta l'estate ha perpetrato rapine ai danni di pizzerie e attività commerciali.

BRINDISI - Il 17 ottobre sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile della questura di Brindisi per aver perpetrato una rapina a mano armata poche ore prima all'interno del supermercato Dok di via Sant'Angelo, oggi sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal tribunale di Lecce, perchè accusati di aver messo a segno un'altra rapina l'8 ottobre scorso ai danni della gioielleria "Il Garofalo" di Squinzano. Nuovi arresti per il 18enne Michael Maggi e il neo 18enne Nicola Iurlo di Brindisi, definiti dagli investigatori brindisini come componenti della "banda dello scooter", la banda che per tutta l'estate ha perpetrato rapine ai danni di pizzerie e attività commerciali.

A Squinzano, invece, dopo la rapina, sono fuggiti via a bordo della Citroen C3 intestata alla madre di Maggi. I due sono stati identificati grazie al sistema di video sorveglianza installato in una gioielleria di Latiano, dove il 5 ottobre scorso, da quanto è stato accertato, si erano recati per "un sopralluogo". Nel negozio di preziosi di Squinzano, infatti, non c'erano telecamere ma agli investigatori è bastato fare approfondite ricerche e indagini per giungere ai nomi di Maggi e Iurlo.

In tutti e due i casi (Latiano e Squinzano) i due hanno agito a volto scoperto. A incastrarli i carabinieri della compagnia di Campi Salentina e i colleghi della stazione di Squinzano. In questo caso a favorire le indagini è stato il mondo del web. L'8 ottobre scorso intorno alle 11 Michael Maggi si recò nella gioielleria di Squinzano per comprare un braccialetto da regalare alla nipote in occasione della comunione (il periodo delle comunioni va da marzo a giugno). Dopo che lo scelse se lo accaparrò con un acconto di 30 euro e la promessa che sarebbe tornato nel pomeriggio insieme al cognato per acquistarlo.

E così è stato. Intorno alle 19, però, tornò insieme a Iurlo, il suo complice. I due si fecero mostrare altri braccialetti in oro e collane tanti da riempire completamente il bancone, quando la proprietaria voltò loro le spalle, la immobilizzarono e le puntarono una pistola minacciandola di non muoversi e non urlare. Poco dopo fuggirono con un consistente bottino. Sul posto si recarono i carabinieri della stazione di Squinzano e i colleghi della compagnia di Campi Salentina che avviarono immediatamente le indagini. La vittima di quel colpo cercò di fornire quanti più dettagli possibile riguardo alla descrizione dei due rapinatori. Nel negozio però non c'erano telecamere. I militari si misero a cercare negli archivi e su internet.

Utilizzando parole chiave scoprirono un articolo giornalistico in cui si diceva che il 5 ottobre a Latiano (nel Brindisino), alcune commesse avevano allontanato due presunti rapinatori. Le donne avevano visto due giovani indugiare nella gioielleria per troppo tempo tanto che insospettitesi li minacciarono di andare via altrimenti avrebbero richiesto l'intervento dei carabinieri. Quei due sparirono.

La scena, però, era stata ripresa per intero dal sistema di video sorveglianza presente nel negozio. I carabinieri di Campi sequestrarono i fotogrammi e poi fecero vedere il volto dei due alla gioielliera rapinata a Squinzano. La donna li riconobbe all'istante. Altri elementi raccolti nella fase delle indagini hanno permesso di accertare che Maggi e Iurlo sono gli autori di quel colpo. I due oggi sono stati accusati di un'altra rapina. Iurlo era rinchiuso in una comunità di recupero di Potenza, Maggi era agli arresti domiciliari.

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