Banda di rumeni prosciugava via internet la Post Pay di un brindisino

BRINDISI – Erano riusciti ad entrare in possesso dei dati di riferimento di una post pay di un giovane di Brindisi e attraverso internet si erano dati alla pazza gioia effettuando ricariche telefoniche che vendevano sottocosto ai loro conoscenti, mentre per gli autori della truffa erano gratis. Perché a pagarle era questo brindisino che si è trovato di fronte a una inspiegabile erosione del denaro versato sulla carta.

BRINDISI – Erano riusciti ad entrare in possesso dei dati di riferimento della Post Pay di un giovane di Brindisi e attraverso internet si erano dati alla pazza gioia effettuando ricariche telefoniche che vendevano sottocosto ai loro conoscenti, mentre per gli autori della truffa erano gratis. Perché a pagarle era questo brindisino che si è trovato di fronte a una inspiegabile erosione del denaro versato sulla carta.

Ci ha pensato la Polizia postale a scoprire il mistero e a denunciare i truffatori on line. Ben undici persone; nove romeni, un peruviano e un indiano, tutti residenti nel centro-nord dell’Italia, che si procuravano gratis le ricariche ai loro telefonini. Il giovane brindisino, dopo avere cercato di capire attraverso le Poste, come mai i suoi soldi sparivano, e non riuscendo ad ottenere risposte (tranne che: “Sono stati effettuati regolari pagamenti”), bloccata la carta, si rivolse alla Polizia postale.

Gli agenti scoprono che le operazioni di pagamento sono state effettuate per via telematica. E accertano pure che “con un articolato sistema di operazioni eseguite tramite la rete telematica”  venivano effettuate le ricariche pagate con la carta di credito del giovane brindisino. A beneficiarne, come si è detto, diversi connazionali degli indagati. Undici persone che hanno dimestichezza con internet e che attraverso la rete guadagnavano qualcosa sulle ricariche effettuate ai conoscenti e inoltre parlavano gratis al telefonino.

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Ma sono incappati nella rinomata abilità degli uomini della Postale di Brindisi, guidati dall’ispettore capo Cantanna, i quali sono riusciti a risalire all’imbroglio. Hanno scoperto, con un percorso a ritroso, per cosa erano stati effettuati i pagamenti e quindi attraverso le utenze telefoniche hanno individuato chi ne aveva beneficiato. Tutti sono stati denunciati per truffa. Le indagini proseguono per individuare eventuali altre persone coinvolte in questo giro di truffe on-line.

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