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Lunedì, 20 Maggio 2024
Cronaca

Banditi in casa in via Porta Lecce e Casale

BRINDISI – Due irruzioni in casa della gente. I banditi, a Brindisi, te li trovi davanti anche così e non solo alla cassa di un discount. Al quartiere Casale una storia dai contorni sospetti, con due individui armati di pistola che prendono di sorpresa una anziana coppia.

BRINDISI – Due irruzioni in casa della gente. I banditi, a Brindisi, te li trovi davanti anche così e non solo alla cassa di un discount. Al quartiere Casale una storia dai contorni sospetti, con due individui con i volti coperti da passamontagna rudimentali e armati di pistola, che prendono di sorpresa una anziana coppia, lei costretta su una sedia a rotelle, e la badante che assiste la donna inferma. Situazione strana perché sembra che i banditi siano entrati senza forzare alcuna serratura, ma trovando la strada libera, persino la porta d’ingresso socchiusa. E forse avevano le chiavi dell’appartamento, che uno dei tre (pare la badante) ha dichiarato di aver perso qualche giorno prima. Su quale ipotesi stia lavorando la Squadra mobile sembra chiaro, ma è tutto da verificare.

Il fatto è avvenuto in via Farinata degli Uberti, una zona non certo periferica del quartiere residenziale. Le vittime della rapina sono state private anche degli oggetti di valore che avevano addosso oltre che dei soldi, poi la fuga. I due si sono lasciati alle spalle una scia di terrore per le minacce profferite e quelle a mano armata (avevano una pistola). Quando è arrivata la polizia, chiamata dai proprietari della casa, i banditi erano ormai svaniti. Ma non è tutta qui il movimentato mattino del mercoledì per la polizia. Anche in via Porta Lecce, altra zona tutt’altro che periferica, due coniugi al rientro in casa attorno alle 13 si sono trovati di fronte a due individui probabilmente di nazionalità non italiana, ma a giudicare dalla cadenza originari dei Balcani.

I malviventi erano già all’opera da qualche tempo ed erano riusciti a fare bottino. Ma quando sono arrivati i padroni di casa hanno deciso di fuggire, e si sono aperti la strada spingendo via marito e moglie per guadagnare la strada. All’arrivo delle volanti della vicina questura, erano spariti. Quindi due azioni in pieno giorno, in zone della città densamente abitate, con scarso timore di imbattersi in una pattuglia. Rapinatori e ladri hanno studiato a modo loro la situazione, e non si può escludere che siano perfettamente a conoscenza della carenza di uomini e mezzi delle forze dell’ordine a Brindisi.

Ciò che sta accadendo in città (ma se parliamo di rapine, anche in provincia, dove sono sotto pressione soprattutto i negozi della catena Eurospin, proprio nel ventennale della fondazione di questa rete di discount che punta a raggiungere i mille supermercati in Italia entro la fine di quest’anno), fa riflettere sui troppi segnali di allarme ignorati, quelli giunti dai fatti e dai sindacati di polizia: blocco del turn-over, pochi veicoli, poca gente per indagini e servizi di prevenzione anche raschiando il fondo del barile, perché nessuno può dire che Brindisi sia una città ormai normalizzata, visto che conserva ancora molti guasti sociali dell’epoca del contrabbando e ne è condizionata in alcuni settori delicati come i servizi essenziali.

Tutto era invece a posto per i sottosegretari che sono venuti a fare i conti delle pattuglie e degli uomini in strada, con dati contestati dai sindacati. Il punto non è infatti prendere gli autori dei reati cosiddetti predatori, quelli considerati più inquietanti dal cittadino comune, ma di prevenire rapine e furti, e come si fa questo lavoro non è certo la stampa che deve spiegarlo o ricordarlo. Il peso di tutto ciò che accade grava sulle spalle di poliziotti e carabinieri bravi, tanto che qualcuno di loro viene anche minacciato dal crimine organizzato. Sono gli stessi che in una manciata di giorni hanno preso l’autore della strage davanti alla scuola Morvillo. Ma sono pochi, e si vede.

E non hanno solo la città da sorvegliare. Vengono spediti anche in missione fuori, e poi c’è Restinco, con il suo Cara - Cie dove la tensione è costante e anche recentemente il servizio di sorveglianza ha dovuto fronteggiare disordini. A ciò si aggiunga il ruolo di frontiera di Brindisi con i Balcani, con i sodalizi tra le mafie dell’altra sponda e quella locale. Tante cose che dicono come non si possa calcolare l’organico delle forze dell’ordine in questa città e in questo territorio in proporzione al numero degli abitanti, bensì in maniera proporzionata al fattore-rischio. Ma questo si potrà fare in un contesto di tagli indiscriminati proprio al sistema della sicurezza? Il timore è che ciò sia quasi impossibile.

 

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