Bando nazionale dell'Agenzia beni confiscati: a Brindisi solo un terreno “inutilizzabile”

A due passi da una discarica, è l'unico lotto da gestire gratuitamente in tutta la provincia. Michela Almiento (Spi Cgil): “E' una delusione”

BRINDISI – Un terreno arido, che dovrebbe essere agricolo, di fatto inutilizzabile e per di più a due passi dalla discarica di Autigno: è l'unico bene di Brindisi e di tutta la provincia presente nel bando dell’“Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” (Anbsc). Niente magazzini, niente fabbricati. Non è una villa, non è un negozio. Il bando, invece, pullula di immobili confiscati alla mafia ben più appetibili e più “riutilizzabili”. E pensare che, una volta presentato il progetto, l'assegnazione alle associazioni è a titolo gratuito. Gli immobili confiscati in via definitiva devono essere destinati, ovviamente, a fini sociali. “Ma cosa possiamo farci lì, in una cava a due passi dalla discarica?”, si chiede Michela Almiento, dello Spi Cgil (Sindacato pensionati italiani). Michela si può dire sia un'esperta nel settore, si occupa da tempo di beni confiscati e crede molto sull'utilità economica e sociale del loro riuso. Ma questo terreno è veramente inutilizzabile, dice, dopo un sopralluogo organizzato dal presidio brindisino di Libera: “Siamo rimasti delusi, ci aspettavamo ci fosse maggiore possibilità – aggiunge – Adolfo Tundo dell'Auser Brindisi è andato a farci un sopralluogo con gli altri ragazzi di Libera. E' tornato sconfortato”.

Il bando dell'Anbsc

Le finalità dell'Anbsc sono nobili: affidare ad associazioni del terzo settore immobili o terreni confiscati alla criminalità organizzata e utilizzarli nel sociale, in modo da avere una ricaduta positiva sul territorio. “L’iniziativa – si può leggere sul sito dell'Agenzia – dà avvio a una nuova modalità di assegnazione che vedrà protagonisti gli enti e le associazioni senza scopo di lucro, chiamati a elaborare progetti con finalità sociale, incentrati sui beni confiscati posti a bando, che saranno loro assegnati a titolo gratuito secondo modalità e criteri trasparenti e partecipativi.”

C'è tempo fino al 31 ottobre 2020 ma, dato che il bando è stato pubblicato a fine luglio, visti i tempi stretti, voci di corridoio parlano di una proroga. Scorrendo la lista dei beni pugliesi da affidare si può notare come Brindisi sia la provincia presente più “povera” di immobili e terreni. Il Barese ne conta 26 (appartamenti, ville, stalle, negozi), nove nel Tarantino, un solo lotto nel Brindisino. 

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Il terreno ad Autigno

Il lotto 479, quello di Autigno a Brindisi, si estende per 50mila metri quadrati. E' indicato come terreno agricolo. Sono tanti, nel Brindisino, i terreni agricoli che vengono riutilizzati dalle associazioni come “Libera Terra”, per esempio. O a San Vito dei Normanni c'è Ex Farm. Sono tutte realtà che coinvolgono giovani e che hanno importanti ricadute economiche sul territorio. Ma qui? Che ricadute potrebbe portare un terreno arido, una ex cava a due passi da una discarica, quella di Autigno? E' perplessa Michela Almiento (nella foto sopra): “Se uno pensa ai fini per i quali l'Agenzia stessa destina questi beni, è chiaro che questo terreno è inutilizzabile. Stiamo parlando di associazioni, non di imprese. E' un peccato, un'occasione mancata. Sarebbe bello – conclude – che l'Anbsc ci ripensasse e mettesse a disposizione del terzo settore brindisino qualche immobile più utilizzabile”.

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