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Castello Alfonsino, dal Ministero una chance per il restauro

Procedura aperta per la valorizzazione del Forte a Mare: importo pari a quattro milioni e 245mila euro, finanziamento con il Programma Ordinario Nazionale "Cultura e Sviluppo Fesr 2014 -2020. La riqualificazione inserita nelle Opere Pubbliche del Comune, a fronte di 10milioni, da rastrellare con capitali privati

BRINDISI  - Arriva dal Mibact una chance per restituire dignità al Castello Alfonsino di Brindisi con il Forte a mare, da tempo abbandonato e piombato nelle tenebre: per il restauro e la valorizzazione delle opere è stata indetto un bando, tramite procedura aperta, a fronte di un importo complessivo di poco superiore a quattro milioni di euro, da finanziare con il Programma ordinario nazionale Cultura e Sviluppo Fesr previsto sino al 2020.

il castello alfonsino in un'altra immagine

Per la presentazione delle offerte c’è tempo sino al prossimo 15 maggio (entro le ore 12) stando a quanto si legge nell’avviso pubblicato quattro giorni fa dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo. Il caso ha voluto che  il bando sia arrivato contestualmente dalla definizione del programma delle Opere Pubbliche del Comune di Brindisi dal 2017 al 2019, il primo varato dall’Amministrazione centrista guidata dalla sindaca Angela Carluccio. Nell’elenco è stata riconfermata la riqualificazione del castello di mare con una previsione di dieci milioni di euro, somma da rastrellare attraverso il ricorso a capitale privati. Unica strada che, per l’Ente, risulta percorribile per il finanziamento.

Dalla Capitale, invece, si apprende della possibilità concreta di accedere ai fondi nazionali: l’importo complessivo dell’appalto (oneri per la sicurezza inclusi) ammonta a 4.245.864,61, oltre Iva. Più esattamente: lavori soggetti a ribasso: 3.905.089,99 euro, oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso 180.000, costo della manodopera relativo ai lavori in economia, non soggetto a ribasso 160.774,62. Quanto ai tempi, sono previsti 540 giorni naturali e consecutivi dalla data del verbale di consegna di lavori.

Il castello Alfonsino-2

Sarà scelta l’offerta economicamente più vantaggiosa, secondo ponderazioni che attengono a tre profili: quello tecnico, per il quale è previsto un punteggio massimo di 80 su 100, quello economico sino a 17 su 100 e infine quello temporale sino a tre su 100. Saranno valutate- si legge – “soluzioni che integrino maggiormente il sistema del verde in corrispondenza dell’Opera a Corno e delle parti interessate dal restauro; che consentano un inserimento ambientale (paesaggistico ed architettonico) del camminamento di collegamento tra il castello e l’Opera a Corno; che realizzino un’integrazione architettonico/ambientale della passerella di collegamento tra la porta regia ed il terrazzo del castello e che riducano i costi di gestione e manutenzione delle soluzioni migliorative”.

Intanto il Castello che nelle foto-cartoline che strappano decine e decine di “like” resta al buio dopo i continui furti di rame.

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