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Bando periferie: "Ignorato il nostro progetto di riqualificazione del Perrino"

C'erano eccome altri progetti da proporre al governo, nell'ambito bando da 18 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie. Gli architetti brindisini Antonio De Castro e Paola Muti ne avevano redatto uno

BRINDISI – C’erano eccome altri progetti da proporre al governo, nell’ambito bando da 18 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie. Gli architetti brindisini Antonio De Castro e Paola Muti ne avevano redatto uno che prevedeva la realizzazione del parco sportivo modulare del rione Perrino.

Attraverso una nota inviata in redazione, i due professionisti hanno illustrato, con tanto di immagini, i  particolari di tale progetto. Ma evidentemente il loro lavoro deve essere sfuggito all’amministrazione comunale, visto che l’assessore Annamaria Miggiano, nel giustificare le ragioni per cui il progetto per il quale sono stati ottenuti dei finanziamenti è quello riguardante la riqualificazione dei capannoni ex Saca (che come in molti hanno fatto notare, nulla hanno a che fare con le periferie), aveva riferito che non non ve ne erano altri a disposizione.

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento dei due architetti.

Negli ultimi giorni si è molto parlando del bando per la riqualificazione delle periferie che dà ai comuni capoluogo di provincia la possibilità di chiedere fino a 18 milioni di euro, e si è anche accennato ad un gruppo di professionisti che ha presentato un progetto molto interessante al comune di Brindisi.

Forse è arrivato il momento di presentarci e di dire la nostra su cosa abbiamo fatto in questi mesi, su cos’è questo progetto e su quanto stia accadendo a Brindisi.

Siamo l’Arch. Antonio De Castro e la designer Paola Muti, due giovani professionisti con esperienza internazionale che da qualche anno sono tornati a vivere nella città di Brindisi.

Per rispondere anche all’Assessore Marina Miggiano, che afferma l'indisponibilità di altri progetti, vogliamo presentarvi una proposta che in questi mesi è stata sviluppata per il quartiere Perrino di Brindisi (una vera periferia degradata) coinvolgendo i residenti e i bambini in un progetto partecipato che potrebbe senza dubbio dare a Brindisi l’immagine di una città europea: Il Parco Sportivo Modulare del Quartiere Perrino, presentato all’amministrazione comunale oltre 2 mesi fa.

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Cos’è il Parco Sportivo Modulare del Quartiere Perrino?

L’occasione di riprogettare uno spazio urbano s’è presentata attraverso "Brindisi Is You", un progetto che, vincendo un bando promosso dall’ANCI, puntava a raccogliere proposte partecipate su tre temi di interesse cittadino, tra cui la riqualificazione delle periferie. Per oltre 6 mesi abbiamo lavorato fianco a fianco con i residenti, ed in particolare i bambini, per capire che tipo di spazio desiderassero nel loro quartiere.

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Il processo di partecipazione.

Innanzitutto è interessante capire perché sia stato scelto il campo di calcio inutilizzato del quartiere Perrino. A dicembre il team di progettisti ha creato un sito web attraverso cui tutti gli abitanti della città hanno potuto votare uno dei quattro spazi preventivamente selezionati sui quali si sarebbe agito (oltre al Perrino, infatti, erano state individuate altre tre aree nei quartieri Sant’Elia, Paradiso e Commenda).

La votazione serviva, oltre a scegliere l’area di intervento, anche a testare dove ci sarebbe stato più interesse da parte dei cittadini nell’ottica del coinvolgimento dei residenti nella progettazione. Il campo del Perrino fu quello che raccolse più voti.?Il questionario, compilato dai cittadini, includeva anche domande riguardo a cosa questi desiderassero in un parco, su come avrebbero contribuito alla progettazione e gestione dello spazio, sulle misure contro il vandalismo, ecc.

Nei mesi successivi i progettisti hanno avuto diversi incontri nelle scuole, organizzato workshop con ospiti internazionali, coinvolto i bambini e i residenti raccogliendo idee e proposte ed infine, il 20 giugno 2016, il progetto è stato finalmente presentato agli abitanti del quartiere che l’hanno accolto con grande entusiasmo.

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Il progetto.

Il progetto consiste nella riconversione di un campo di calcio di 6.450mq tuttora esistente e praticamente non utilizzato ed un’area intorno per un totale di ca. 16.000mq. Attraverso le proposte dei residenti coinvolti si è capito che, piuttosto che avere un campo di calcio a 11, avrebbero preferito avere un campetto di calcio a 5, un campetto da basket ed uno da beach volley. Da questa proposta è nato il concept del “Parco Modulare”, ossia dividere l’area del campo attuale in modo che all’interno potessero essere create diverse aree di sport e gioco che includessero i campi di calcetto, basket e volley, uno skatepark, un’area ping pong, un campo per il parkour, un’area per l’arrampicata, un campo di bocce, una pista per le macchinine, oltre ad un piccolo parco giochi, aree relax, una zona barbecue per la socializzazione dei residenti, un locale per la ristorazione, orti urbani, un dog park, e la riconversione degli attuali spogliatoi in servizi e spazi per la comunità (vedi immagini).

Inoltre il progetto prevede la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale che unisca il quartiere Perrino con San Pietro Vecchio e l’area dove attualmente è sito il Break-24, frequentato abitualmente dai ragazzi del quartiere costretti a raggiungerlo attraverso una strada non pensata per i pedoni, non illuminata e quindi molto pericolosa.

Il progetto, pronto già oltre due mesi prima della scadenza del bando di riqualificazione delle periferie, avendo tutti i requisiti per essere inoltrato al suddetto bando (quartiere degradato, partecipazione dei residenti, originalità e qualità architettonica, ecc.) è stato presentato alla Sindaca Angela Carluccio e, in diversi incontri, al dirigente della ripartizione urbanistica Fabio Lacinio, all’assessore allo sport Maria Greco e conosciuto da diversi dipendenti degli uffici pubblici tra cui il dirigente Gaetano Padula.

Purtroppo, nonostante fosse stato considerato molto interessante, ed i tempi fossero abbondantemente sufficienti per integrarlo e presentarlo, alla fine il progetto del Parco Modulare del Quartiere Perrino è stato ignorato e non è stata fornita nessuna spiegazione sul perché.

Non sappiamo dire esattamente cosa sia meglio per la città, se la scelta dell’amministrazione sia giusta o sbagliata, lungimirante o miope, se si sarebbe fatto in tempo ad ascoltare i tanti giovani professionisti magari attraverso un concorso di idee... ma una cosa è certa: L’ex Saca non era l’unico progetto disponibile.

In ogni caso noi continueremo a portare a vanti questo progetto, perché crediamo che la vera rigenerazione urbana possa essere fatta solo ascoltando i residenti attraverso i processi partecipativi. E per chi volesse approfondire, contribuire o semplicemente seguirne gli sviluppi, può farlo seguendo la pagina facebook “Parco Sportivo Modulare Quartiere Perrino Brindisi”.

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