Cronaca Fasano

Sospensione 'congelata': Amati la spunta e torna in consiglio. Atti a Consulta

La prima sezione civile della Corte di Appello di Bari (presidente Vito Scalera) ha accolto il ricorso presentato da Fabiano Amati (Pd), condividendo i motivi sulla legittimità costituzionale della legge Severino.

BARI - La prima sezione civile della Corte di Appello di Bari (presidente Vito Scalera) ha accolto il ricorso presentato da Fabiano Amati (Pd), condividendo i motivi sulla legittimità costituzionale della legge Severino. Amati, condannato in secondo grado per tentato abuso d'ufficio, potrà così tornare nel Consiglio regionale della Puglia dal momento che la Corte ha congelato la sospensione del maggio scorso, in attesa che sulla vicenda si pronunci la Corte Costituzionale.

"E' stata una vicenda molto tribolata però alla fine le cose della vita sono così se credi nella giustizia e hai ragione prima o poi le ragioni le trovi". Così Fabiano Amati, commentando la decisione della Corte di Appello di Bari che gli consentirà di tornare in Consiglio regionale. "Mi ha molto addolorato - ha detto all'ANSA - non aver avuto al mio fianco la Regione Puglia in questa battaglia ma torno in Consiglio con la solita amicizia, nella speranza di poter fare ancora qualcosa in questo scampo di legislatura. Questa vicenda - continua - sia però di insegnamento per i miei colleghi: ci sono questioni che non vanno mai sottoposte a valutazione politica". Resta pendente la vicenda giudiziaria penale, con una condanna di secondo grado a 6 mesi di reclusione per fatti risalenti al 2009, quando era consigliere comunale a Fasano. "Attendo le motivazioni della sentenza - conclude - e poi impugneremo in Cassazione".

"Non è dato comprendere quale sia la ratio della differenza, ed in particolare perché gli eletti in competizioni locali siano trattati ben più severamente dei parlamentari nazionali ed europei, apparendo invece semmai ragionevole il contrario proprio per la maggiore valenza istituzionale e costituzionale dei secondi". E' uno dei passaggi con cui i giudici della prima sezione civile della Corte di Appello di Bari hanno accolto il ricorso presentato dal consigliere regionale pugliese Fabiano Amati e hanno rimesso gli atti alla Corte Costituzionale perché valuti la questione nel merito.

I giudici di secondo grado hanno condiviso tutti e tre i motivi d'Appello proposti da Amati e dai suoi legali, gli avvocati Federico Rutigliano e Maria Paolillo. Nell'ottobre scorso, in primo grado, il tribunale di Bari aveva rigettato il ricorso di Amati. Impugnando quel provvedimento, i legali del consigliere regionale hanno posto tre questioni all'attenzione dei giudici civili di secondo grado: l'eccesso di delega nella formulazione della legge Severino (il Governo cioè sarebbe andato ben al di là di quanto chiesto dal Parlamento), la soglia pena di due anni per la sospensione dei parlamentari e senza limiti per i consiglieri regionali, e la irretroattività della norma. Con questa ordinanza i giudici hanno quindi revocato il provvedimento di sospensione di Amati dalla carica di consigliere regionale in virtu' del "diritto all'elettorato passivo di tutela costituzionale privilegiata".

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