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La base Usaf di S.Vito quando era ancora operativa

La base Usaf di S.Vito quando era ancora operativa

Base Usaf: bonifiche ok, ma quale futuro

BRINDISI – I membri della commissione Difesa della Camera dei Deputati militanti fra le schiere del “Movimento 5 Stelle” hanno effettuato stamani un sopralluogo all’interno dell’ex Base Usaf situata sulla strada provinciale Brindisi-San Vito dei Normanni.

BRINDISI - I membri della commissione Difesa della Camera dei Deputati militanti fra le schiere del "Movimento 5 Stelle" hanno effettuato stamani un sopralluogo all'interno dell'ex Base Usaf situata sulla strada provinciale Brindisi-San Vito dei Normanni. Insieme a loro c'erano il comandante della base aerea di Brindisi, il colonnello pilota Andrea Aiello, e il comandante dei carabinieri del Noe di Lecce, il maggiore Nicola Candido. Principale scopo dell'ispezione era quello di verificare che le opere di bonifica dell'area fossero state eseguite.

E l'obiettivo è stato raggiunto. Le operazioni di raccolta, rimozione e conferimento a discarica di materiali di risulta, costituito essenzialmente da lastre di copertura in cemento-amianto, sono state portate a termine durante la fase di messa in sicurezza, in un arco temporale compreso fra il 5 ottobre 2011 e il 24 febbraio 2012. Le restanti opere di bonifica conseguenti alla conferenza dei servizi del 25 maggio 2012 di approvazione del piano di caratterizzazione, sono state condotte a partire dal 29 luglio del 2013 e fino al 4 ottobre 2013 (data di ultimazione).

Tali interventi hanno riguardato, in particolare, lavori di bonifica delle aree contaminate da idrocarburi pesanti, lavori di rimozione e smaltimento trasformatori contenenti fluidi dielettrici additivati con Pcb, lavori di bonifica e smaltimento dei rifiuti misti provenienti dal crollo di fabbricati. Tutto questo, a un costo inferiore ai 500mila euro stanziati con il decreto Genio Difesa del 28 dicembre 2012.

Resta da stabilire, però, che utilizzo fare di questi terreni. Terreni enormi, se si considera che l'area si estende su 117 ettari, 15 dei quali sono utilizzati dalle Nazioni unite per attività inerenti al World Food Programme, 15 sono gestiti dal governo Usa attraverso il programma Seon (osservatorio astronomico specializzato nello studio delle macchie solari), e i restanti 90 sono sotto la giurisdizione della base aerea di Brindisi.

L'idea avanzata dal vicepresidente della commissione Difesa, il grillino Massimo Artini, affiancato dai deputati M5S Paolo Bernini e Gianluca Rizzo, è quella di destinare una parte della struttura a fini sportivi. "La disponibilità di opere che si potrebbero mettere a disposizione del pubblico - dichiara l'onorevole Artini - è enorme. Un'azione totalizzante e completa in un solo colpo sarebbe difficile da attuare, ma fatta in vari lotti renderebbe alla popolazione delle funzioni di grande utilità".

"Certe strutture, come ad esempio le abitazioni e le cliniche, nonostante non vengano utilizzate da più di 20 anni, le abbiamo trovate in condizioni recuperabili. In primis - prosegue Artini - sarebbe opportuno instituire delle giornate di visita aperte alla gente. E con i cittadini si potrebbero condividere varie soluzioni per riutilizzare gli spazi. Un'idea potrebbe essere quella di ripartire utilizzando le parti sportive. Abbiamo visto infatti campi da tennis, campi da baseball e piscine recuperabili. Alcune strutture abitative potrebbero anche essere assegnate o vendute come alloggi militari. Le opportunità, insomma, sono numerose".

A breve, i terreni passeranno nella sfera patrimoniale del demanio statale, con conseguente uscita di scena dell'Aeronautica Militare. Il comandante Aiello, prima di passare il testimone, offre uno spunto di riflessione. "Parzializzando il terreno e le strutture che sorgono all'interno della base - afferma Aiello - potrebbero nascere tanti piccoli progetti che insieme contribuirebbero a rivalutare l'area in ambito sportivo, turistico e in vari altri ambiti. Un dato che potrebbe essere collegato a questa realtà è che ogni anno, a Brindisi, atterrano in sicurezza due milioni di passeggeri: un volume di turisti che potrebbero essere un possibile target per la zona".

La base Usaf di S.Vito dei Normanni sorse come primi insediamenti nel 1960, su un'area che aveva ospitato il primo campo di volo di Brindisi negli anni della Grande Guerra, come base per i palloni di sbarramento della Regia Marina. Poi divenne l'aeroporto per le linee commerciali agli albori dell'aviazione civile in Italia, sino al suo impiego nel Secondo conflitto mondiale come base per la caccia italiana e tedesca. Infine fu utilizzato dagli Alleati e poi chiuso.

Gli americani ne fecero un caposaldo della guerra e dello spionaggio elettronico ai tempi della guerra fredda, integrandola nel sistema Echelon. Tratto distintivo della base, una vera e propria cittadina Usa quasi del tutto autonoma, la gigantesca antenna radio circolare ribattezzata "The elephant's cage", la gabbia dell'elefante, che ha lavorato per un lungo periodo anche per conto non solo del Pentagono, ma anche della National Security Agency, la Nsa al centro di tensioni attualmente tra Europa ed Usa per le attività di spionaggio ai danni di 25 Paesi e dei loro leader. La base non è stata più operativa dal 1997-98, ed è stata dismessa all'inizio degli anni Duemila e riconsegnata al governo italiano alla simbolica cifra di un dollaro. (Fotoservizio Gianni Di Campi)

 

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