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La gioielleria di Galatina

La gioielleria di Galatina

Bastonati, catturati e ora condannati

BRINDISI - Hanno patteggiato pene dai due anni ai due anni e mezzo i tre rapinatori che nel il 12 novembre scorso tentarono l’assalto all’interno di una gioielleria di Galatina, in corso Roma: il proprietario dell’attività commerciale, l’oreficeria “De Pascalis” li prese a bastonate.

BRINDISI - Hanno patteggiato pene dai due anni ai due anni e mezzo i tre rapinatori che nel il 12 novembre scorso tentarono l'assalto all'interno di una gioielleria di Galatina, in corso Roma: il proprietario dell'attività commerciale, l'oreficeria "De Pascalis" li prese a bastonate, li chiuse all'interno del negozio e andò a rintracciare il palo, mentre sopraggiungevano i poliziotti che aiutò a compiere gli arresti.

I tre brindisini che furono all'epoca arrestati sono Teodoro Valenti, 23 anni, Giuseppe Balestra, 19 anni e Marco Curto, 21 anni. A patteggiare la pena più alta, Teodoro Valenti, difeso dall'avvocato Giampiero Iaia: due anni e mezzo, perché a quanto ricostruito fu lui a puntare la pistola al fianco della commessa per ottenere l'incasso. Due anni, con pena sospesa, per gli altri due.

I fatti: alle 11.30 del mattino, due dei tre che componevano il gruppo, fece ingresso in gioielleria. Avevano potuto notare, prima di scegliere il bersaglio, che all'interno c'era una donna sola, dietro il bancone. Chiesero di prendere visione di alcuni orologi, poi uno di loro estrasse l'arma chiedendo i soldi. Sul retro c'era il titolare che per pura coincidenza non era neppure solo, ma in compagnia del padre. Entrambi intervennero per difendere la dipendente e prevalsero: in due furono immobilizzati, oltre che presi a bastonate.

L'altro fu catturato dal proprietario e dagli agenti del commissariato di Galatina. La pistola sequestrata: era una finta 357 Magnum. La vettura che avevano utilizzato per raggiungere Galatina era una Fiat Punto rubata a Mesagne. Vista la ricostruzione dei fatti, l'arresto in flagranza e i gravi indizi a loro carico, non restava altro che puntare su una richiesta di applicazione pena, o eventualmente su un rito alternativo. E' così che si chiude la vicenda: non si andrà a processo. Ai tre ventenni (o poco più) è stato già servito il conto.

 

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