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Cronaca San Pietro Vernotico

Bed & breakfast, massaggi e prostitute: un arresto, struttura sequestrata

Ai domiciliari Giuseppe Orofalo, 68 anni, con l'accusa di sfruttamento della prostituzione. Indagate anche due donne. Sigilli al complesso alla periferia di Cellino San Marco del valore di 250mila euro: centro massaggi privo di autorizzazioni amministrative e sanitarie, completamente sconosciuto al fisco

SAN PIETRO VERNOTICO - Inviti affidati alla grande rete di internet, per  provare massaggi di mani esperte di donne "favolose", per la prima volta in provincia di Brindisi", occasioni da non perdere in un "B&b" alla periferia di Cellino San Marco, lungo la provincia per San Donaci. Occasione scoperta dai militari della Tenenza di San Pietro Vernotico, con conseguente arresto di un uomo con l'accusa di sfruttamento della prostituzione, avvisi di garanzia nei confronti due donne delle quattri prostitute e sequestro della struttura del valore di 250mila euro perché l'immobile è stato ritenuto strumentale all'attività.

Accertamenti fiscali della Guardia di Finanza

L'inchiesta e l'arresto

Le indagini sono sfociate all'alba di oggi, 24 gennaio 2018, nell'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di Giuseppe Orofalo, 68 anni, firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, su richiesta del pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, sulla base dell'informativa di reato depositata nelle scorse settimana dai militari della Finanza sullo "sfruttamento della prostituzione ed esercizio di una casa di tolleranza in violazione della Legge “Merlin”". Orofalo finì ai domiciliari con accusa identica il 12 maggio 2014, nell'ambito di una inchiesta delegata alla Squadra Mobile di Brindisi, in qualità di legale rappresentante della cooperativa oggetto di verifiche.

Gli accertamenti della finanza sono partiti  lo scorso mese di marzo con controlli  di polizia economico-finanziaria nel settore degli affittacamere e bed & breakfast, disposti dal comando provinciale di Brindisi, allo scopo di verificare la corretta applicazione delle norme fiscali ed amministrative da parte degli operatori del settore. Le Fiamme Gialle  della tenenza di San Pietro Vernotico hanno individuato un bed & breakfast, alla  periferia di Cellino San Marco  e hanno accertato che proprio qui era stato aperto "un centro massaggi privo di autorizzazioni amministrative e sanitarie, completamente sconosciuto al fisco". Da qui le prime contestazioni.

Gli annunci sul web

Le verifiche, stando a quanto si legge nel provvedimento firmato dal gip, "hanno consentito di acquisire elementi indiziari rilevanti, tali da far emergere che, dietro il formale paravento di attività lecite, si celassero, di fatto, condotte delittuose più gravi, connesse allo sfruttamento della prostituzione":  è emerso che la struttura era utilizzata come location presso cui attrarre “clienti” attraverso annunci postati su specifici siti internet. Messaggi che i finanzieri hanno raccolto sulla rete e acquisito come gravi indizi, ai quali sono state aggiunte le foto estratte dalle immagini delle telecamere nascoste all'interno della struttura. 

Le immagini e le intercettazioni

Così come accaduto in occasione della precedente inchiesta, anche questa volta alla base dell'accusa imbastita dai finanzieri, ci sono le registrazioni che i militari hanno visionato dopo aver posizionato microcamere nelle stanze del b&b: è stato in tal modo accertato "un via vai di clienti, come frequentatori abituali, alcuni di quali sono stati ascoltati" in qualità di persona informate sui fatti. "Tutti riferivano che il pagamento della somma, dopo le prestazioni, avveniva direttamente nelle mani dell'uomo e che con questi era stato concordato l'appuntamento". In allegato anche le conversazioni trascritte dopo l'ascolto delle intercettazioni ambientali e telefoniche.

Le prostitute

Due sono le prostitute indagate, rimasta a piede libero. Una risulta  come firmataria di un "contratto di locazione relativo all'appartamento posto al pian terreno dell'immobile". In tal modo avrebbe "fornito il proprio contributo all'esercizio della casa di prostituzione per essersi prestata all'esigenza dell'uomo di stipulare in sua vece il contratto di affitto". L'accusa ha letto questa firma come "interposizione fittizia nell'atto di locazione". L'altra è indicata come amninistratrice del b&b, la  "gestrice" che avrebbe fornito "l'essenziale per il supporto all'esercizio della casa per essersi occupata personalmente della gestione delle pulizie e della preparazione delle camere da letto". 

Almeno quattro sarebbe state le donne presenti nel b&b per i massaggi, una delle quali di origine domenicana.

Il nome di battesimo dell'arrestato è Giuseppe e non Antonio come erroneamente riportato inizialmente. 

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