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Il tribunale di Brindisi

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Bimbo nato morto: dieci indagati

BRINDISI - Sono dieci in tutto le persone, fra medici e personale sanitario dell’ospedale Perrino di Brindisi, che sono indagate per la morte del bimbo venuto alla luce senza vita martedì scorso dopo un parto cesareo. L’intervento avrebbe subito dei ritardi – secondo la denuncia che i futuri genitori hanno presentato in procura – a causa del malfunzionamento di alcuni ascensori.

BRINDISI - Sono dieci in tutto le persone, fra medici e personale sanitario dell'ospedale Perrino di Brindisi, che sono indagate per la morte del bimbo venuto alla luce senza vita martedì scorso dopo un parto cesareo. L'intervento avrebbe subito dei ritardi - secondo la denuncia che i futuri genitori hanno presentato in procura - a causa del malfunzionamento di alcuni ascensori della struttura, guasti che secondo l'Azienda sanitaria locale, che a sua volta aveva presentato un esposto il 20 dicembre scorso, sarebbero il frutto di manomissioni. Non vi sarebbero dirigenti Asl nell'elenco delle persone destinatarie dell'avviso di conferimento dell'incarico.

La procura di Brindisi ha fissato il conferimento di incarico per l'autopsia per il 17 gennaio prossimo: tre i medici legali che eseguiranno l'esame sul feto, Domenico Urso, Pantaleo Greco ed Ermenegildo Colosimo. Stando a quanto riportato nell'esposto dall'avvocato della famiglia, Giovanni Zaccaria, la madre del piccolo, una donna di 34 anni di Carovigno, si era recata in ospedale la sera del 7 gennaio, su consiglio del ginecologo, alla vigilia del parto programmato. Aveva raggiunto il nono piano della struttura con un ascensore, poi i medici avevano deciso di anticipare il cesareo: una volta allestita la sala operatoria, la puerpera in barella era stata condotta in un'altra ala del nosocomio, perché l'ascensore più vicino non era in funzione, e avvolta in alcune coperte era stata fatta passare attraverso un corridoio all'aperto. Alle 23.24 aveva poi dato alla luce il bimbo, ormai senza vita.

Venerdì scorso, sempre su delega del magistrato inquirente, Pierpaolo Montinaro, i carabinieri del Nas avevano effettuato un sopralluogo ricostruendo il percorso fatto dalla donna dal reparto di Ginecologia (al nono piano della struttura) alla sala operatoria (al quinto piano). L'attività dei militari, compiuta su delega del pm inquirente Pierpaolo Montinaro, si era svolta alla presenza di personale della direzione sanitaria, dell'area tecnica e della guardia giurata che martedì sera aveva scortato la partoriente in barella e i portantini per consentirle di raggiungere il blocco di ascensori funzionanti. Ve n'erano due, infatti, che probabilmente a causa di manomissioni, erano fermi. Per verificare l'origine dei guasti e lo stato del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria degli elevatori, i Nas avevano acquisito presso l'area gestione tecnica tutta la documentazione riguardante gli appalti sugli impianti perennemente in tilt.

 

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