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Cronaca

"Bionde" dalla Romania a Ostuni, via Padova e Bari: chiesti 50 anni

Mezzo secolo di condanne. A tanto ammontano le richieste a carico degli imputati finiti in manette il 22 febbraio scorso nella operazione “Decima primavera”,

BRINDISI - Mezzo secolo di condanne. A tanto ammontano le richieste a carico degli imputati finiti in manette il 22 febbraio scorso nella operazione “Decima primavera”, blitz anticontrabbando messo a segno dalla squadra mobile di Brindisi. Nella requisitoria del pm Lino Giorgio Bruno, la pena più severa è stata invocata per l’ostunese Paolo Sorada, 69 anni: sette anni e due mesi. Identica la richiesta di condanna per A.F.; Vincenzo Pelonzi, 44 anni, cistranese di nascita residente a Pezze di Greco di Fasano e Antonio Sambito, 39 anni, di Taranto: sei anni e otto mesi a testa.

Poco meno severa la richiesta del pubblico ministero per Davide Boccassini, 34 anni, di Taranto; Fabio Lato, 38 anni, di Taranto: 5 anni e sei mesi a testa. E' di quattro anni e otto mesi la richiesta a carico di Emmanuel Zonta, nato e residente a Cittadella, in provincia di Padova, 45 anni, latitante al momento del blitz. Condanna richiesta per Antonio De Masi, 48 anni di Napoli, 3 anni (più 40mila euro di multa). Potrebbe cavarsela con una condanna a due anni invece, Pasquale Genchi, 41 anni (più pagamento di 30mila euro di multa). Nel conto del pubblico ministero, fa testo anche lo sconto di pena di un terzo per ciascun imputato, data la celebrazione del processo nella formula del rito abbreviato.

Traffico di rango internazionale, quello scoperchiato dagli investigatori della Mobile. Le sigarette provenienti dalla Romania, paese nel quale viveva stabilmente il capo banda A.F., promotore e organizzatore del traffico insieme a Pelonzi e Sorada, viaggiavano verso la Puglia e la Campania, dopo lo stoccaggio iniziale presso i depositi di Emmanuel Zonta, titolare della ditta “Zonta trasporti srl” in Veneto, la stessa che metteva a disposizione i camion a bordo dei quali viaggiava il carico pesante.

I tabacchi venivano successivamente depositati all’interno di capannoni nel capoluogo barese, di proprietà di Nicola Sedicina e Bernardo Di Mario, gestori della “Dsg allestimenti”, oppure trasferiti in altri luoghi di deposito nel Brindisino, altri capannoni messi a disposizione da Pelonzi e Sorada. Da qui, le sigarette erano pronte per essere vendute al dettaglio nelle province di Bari, Brindisi e Taranto, ma anche in Campania. I camion dall’apparenza innocua, sulle quali giganteggiavano marchi di prodotti insospettabili fra cui una notissima marca di intimo femminile, nascondevano nei sottofondi creati ad arte casse di Marlboro, Winchester, Asso Slim, Viceroy, Winston, LM, Montecarlo e Bond, insomma, marchi fra i più noti in commercio, come ai vecchi tempi.

Solo che, in questa Decima primavera, i tabacchi lavorati esteri viaggiavano via terra, su mezzi pesanti provenienti dalla Romania, alternativa post moderna alle rotte del mare attraversate dagli scafisti. E soprattutto, a differenza del passato, la mafia stavolta non c’entra.

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