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Blitz anti prostituzione sulla complanare: rimpatrio per 19 nigeriane

Sotto gli sguardi di numerosi clienti che pregustavano l'idea di un rapporto sessuale clandestino, i poliziotti della questura di Brindisi hanno effettuato un blitz anti-prostituzione nella mattinata di ieri (28 gennaio) sulla complanare che costeggia la strada statale 7 Brindisi-Taranto.

BRINDISI – Sotto gli sguardi di numerosi clienti che pregustavano l’idea di un rapporto sessuale clandestino, i poliziotti della questura di Brindisi hanno effettuato un blitz anti-prostituzione nella mattinata di ieri (28 gennaio) sulla complanare che costeggia la strada statale 7 Brindisi-Taranto.

Su 27 straniere d’età compresa fra i 20 e i 35 anni controllate, 19 nigeriane sono state raggiunte da un provvedimento di rimpatrio con foglio di via obbligatorio per la durata di tre anni, un’altra nigeriana (condotta temporaneamente presso il Cie di Roma) è stata espulsa, una sua connazionale ha incassato il rifiuto del permesso di soggiorno per asilo politico, mentre a carico di tre rumene è stato emesso un provvedimento prefettizio di allontanamento comunitario.

L’attività è stata condotta da decine di agenti della Divisione Anticrimine, del commissariato di Mesagne, di Squadra mobile ed ufficio Immigrazione. L’intervento della polizia è scaturito anche dalla rapina perpetrata lo scorso 24 gennaio ai danni di una prostituta nigeriana lungo la stessa complanare. Tale episodio, verificatosi fra i centri abitati di Oria e Latiano, ha riproposto “in termini attuali – si legge in una nota della questura - l’emergenza di arginare il dilagante fenomeno della prostituzione, che vede coinvolte un numero sempre maggiore di cittadine straniere, prevalentemente di etnia africana”. 

Nella nota della polizia viene rimarcato “l’abnorme numero di potenziali clienti che affollavano, a bordo anche di autovetture lussuose, la zona battuta delle cittadine straniere ed il disappunto di taluni per aver visto perdere l’opportunità di giornata di consumare un rapporto sessuale clandestino e mercenario”. Si era creata dunque una situazione paradossale, in cui “togliere dalla strada quelle donne significava per gli avventori di cui si è detto una sorta di danno, un’ingiustizia”. 

La complessa e articolata attività di controllo della documentazione si è conclusa nella tarda serata presso gli uffici della questura, i cui dirigenti intendono “riproporre, a breve, un ulteriore coordinato servizio, nel tentativo di arginare un fenomeno che presenta aspetta preoccupanti non solo sotto il profilo dell’ordine pubblico”.

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