Cronaca

Blitz antidroga, parla solo un indagato: "Andai in Germania per vendere due auto"

Ha parlato solo Simone Nucera. Gli altri hanno fatto scena muta. Nel pomeriggio di oggi c’è stata la prima tranche di interrogatori di garanzia riguardanti l’operazione contro il traffico di droga condotta dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana al comando del capitano Nicola Maggio che ieri (16 novembre) è sfociata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare

ORIA –  Ha parlato solo Simone Nucera. Gli altri hanno fatto scena muta. Nel pomeriggio di oggi c’è stata la prima tranche di interrogatori di garanzia riguardanti l’operazione contro il traffico di droga condotta dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana al comando del capitano Nicola Maggio che ieri (16 novembre) è sfociata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 15 persone residenti fra Oria, Mesagne, Torre Santa Susanna, Latiano e Bologna. 

Oggi si sono presentati davanti al gip che ha firmato il provvedimento, Maurizio Saso, gli uomini reclusi presso la casa circondariale di Brindisi. Simone Nucera, 29 anni, di Oria, difeso dall’avvocato Pasquale Annicchiarico, ha contestato le accuse. Il 29enne in particolare ha fornito la sua versione dei fatti su un viaggio in Germania fatto nel maggio del 2015 con Daniele Risonola e Francesco Trisolini.

Secondo gli inquirenti, i tre andarono fin lì per rifornirsi di “non meno di 30 panetti di cocaina per un peso di circa 30 chilogrammi”. Il tutto occultato in un doppio fondo di cui è munita la Peugeot 3008 di Nucera. Ma Nucera ha spiegato che lui e i suoi due compagni di viaggio raggiunsero la Germania a bordo di tre auto per venderne un paio. L’affare però non andò in porto e la comitiva rientrò a Oria a bordo degli stessi veicoli. 

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, invece: Luigi Calati, 33 anni, difeso da Raffaele Missere; tre indagati difesi dall’avvocato Giuseppe Sorio (Giancarlo Secondo Rogoli, 49 anni, di Erchie; Salvatore Morleo, 32 anni, di Torre Santa Susanna; Giuseppe Solazzo, 33 anni, di Torre Santa Susanna; Patrizio Perrone, 55 anni, di Torchiarolo. 

Domani sarà il turno delle donne (Patricia Theodora Johanna Van Heel, Semira Ruggiero, Maria Grazia Mileto e Lucrezia Maggi) e dell’unico indagato recluso presso la casa circondariale di Lecce, il 51enne Francesco Trisolini. I due indagati in regime di domiciliari (Santo Mastria e Crocifisso Di Potenza) verranno ascoltati fra qualche giorno. 

In 5 mesi di indagini serrate (da marzo 2015 ad agosto) i militari del Norm diretti dal Tenente Roberto Rampino, sotto la regia del pm Valeria Farina Valaori, hanno effettuato 9 sequestri di sostanza stupefacente (di cui uno record di 40 chilogrammi di cocaina), 3 sequestri di denaro (fra cui uno pari a 403mila euro in banconote, recuperate in un pollaio) e diversi sequestri di armi. Inoltre hanno fatto luce su una dozzina di episodi di spaccio e su una brutale rapina in abitazione perpetrata a Torre Santa Susanna. 

Droga, armi e soldi: le foto degli arrestati e del materiale sequestrato

Nella giornata odierna, fra l'altro, sono emersi alcuni retroscena del blitz. L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare è stata infatti segnata da momenti di forte concitazione. Nel servizio sono stati impiegati oltre 100 militari con unità cinofile antidroga ed antiesplosivo provenienti da Modugno (Bari) e Tito (Potenza).

Fra i destinatari del provvedimento restrittivo, il più indisciplinato pare sia stato Patrizio Perrone (a destra), 55 anni, di Torchiarolo e domiciliato a Salice Salentino. Quando i carabinieri si sono presentati presso la sua abitazione, infatti, l’uomo non si trovava nei locali principali.

Durante l’ispezione, i militari hanno notato una finestra aperta (che affaccia su un "pozzo luce" e permette di raggiungere il lastrico solare ed un piano soppalcato), nonostante la fredda temperatura e parte dei presenti in casa stessero dormendo sotto le coperte. I carabinieri allora, senza indugio, hanno controllato altri ambienti dell’immobile, trovando Perrone accovacciato e nascosto dietro un muretto del lastrico solare.

Nucera, invece, all’arrivo delle forze dell’ordine, non ha aperto subito la porta, nonostante le ripetute sollecitazioni. Per questo i militari hanno sfondato l’uscio.

Lo stesso Lucera e un’altra indagata, Semira Ruggiero, da quanto appurato dall’Arma, avevano installato all’esterno delle proprie abitazioni delle microcamere occultate nella cassetta delle lettere ed in finte centraline Enel, posizionate sulla facciata, in modo da controllare sia l’accesso delle abitazioni che le vie circostanti.

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