Tritolo, armi da guerra e spaccio: blitz con undici arresti

Un sodalizio con base a Francavilla Fontana sgominato dai carabinieri nell'ambito dell'operazione "Family affairs". Avrebbero agito con il beneplacito di un esponente della Scu

FRANCAVILLA FONTANA – Avevano nella loro disponibilità anche due chilogrammi di tritolo e agivano con il beneplacito di un presunto esponente francavillese della Scu. Lo spaccio di sostanze stupefacenti era la principale attività dei presunti componenti di un sodalizio criminale con base a Francavilla Fontana che stamattina sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare. Gli indagati sono complessivamente 22.

Gli arrestati

Undici di questi, tutti residenti a Francavilla Fontana, sono stati arrestati la scorsa notte (lunedì 2 novembre). Quattro persone sono state condotte in carcere. Si tratta di Giuliano Parisi, detto “Dottore”, 39 anni ; Damiano Parisi, detto “Nonno”, 61 anni; Gabriele Eupremio Balestra, detto “Avvocato”, 28 anni, rintracciato in provincia di Bergamo, dove lavora; Giuseppe Candita, detto “Peppo Cocu”, 22 anni. Gli altri sette sono ristretti in regime di domiciliari. Si tratta di Maria Lucia Fanelli, 35 anni; Marco Manelli, 32 anni; Pietro Padula, 48 anni; Mimmo Maggio, detto “Lasciu lasciu”, 26 anni; Francesco De Fazio, 20 anni; Claudio Orlando, 27 anni; Emanuele Gelo, 21 anni. 

Le indagini

Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip del tribunale di Lecce, Giulia Proto, su richiesta del pm della Dda salentina, Giovanna Cannalire, a seguito delle indagini condotte dai carabinieri del Norm della compagnia di Francavilla Fontana. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati stamani, nel corso di una videoconferenza, dal comandante di compagnia, capitano Gianluca Cipolletta, e dal comandante della Radiomobile, luogotenente Marco Guardo.

L’inchiesta, denominata "Family Affairs" per gli stretti legami di parentela fra alcuni degli indagati, ha fatto emergere una serie di episodi di spaccio avvenuti principalmente a Francavilla Fontana e nei Comuni limitrofi. L’organizzazione aveva a disposizione un kalashinkov, fucili e pistole: un vero e proprio arsenale che veniva utilizzato per intimorire chi non saldava i debiti di droga. Gli indagati con ruoli predominanti devono rispondere del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalla disponibilità di armi da guerra e materiale esplodente. 

L’inchiesta è iniziata a gennaio 2017 e si è conclusa a ottobre 2018. Il radar investigativo si è acceso il 6 gennaio 2017, a seguito di un attentato dinamitardo ai danni della ferramenta il “Chiodo Fisso” di Villa Castelli. Il responsabile dell’episodio rimase ferito e fu arrestato in flagranza di reato. Inizialmente si è battuto il filone delle estorsioni ai danni degli imprenditori, ma le indagini si sono subito incanalate verso il mondo dello spaccio.  Per questo le Indagini, avviate inizialmente dalla Procura di Brindisi, sono poi confluite nella Dda di Lecce. Da quanto appurato dagli inquirenti, i promotori vendevano marijuana, cocaina e hascisc tramite una rete di pusher. Tutto questo sarebbe avvenuto con il nulla osta di un presunto esponente di una frangia della Scu di Francavilla Fontana al quale l’organizzazione avrebbe chiesto un sovvenzionamento economico per poter ampliare i propri affari illeciti. Tale sovvenzionamento, però, non si sarebbe mai concretizzato. 

I carabinieri hanno ricostruito numerosi episodi si spaccio nelle piazze e nei locali pubblici. Nel corso delle indagini è stato sequestrato l’arsenale nella disponibilità degli indagati, ossia: un fucile da guerra kalashnikov, due chili di tritolo, due ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale, sette pistole, tre fucili con matricola abrasa. Inoltre sono stati sequestrati 400 grammi di cocaina, 750 grammi di marijuanae 1,4 chili di hascisc. “Fondamentali gli arresti e le perquisizioni - ha dichiarato il comandante Cipolletta durante la conferenza stampa - perché hanno permesso di bloccare l’associazione, che avrebbe sicuramente commesso danneggiamenti nei confronti di altre attività commerciali”: 
 

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