Blitz dei carabinieri: 20 arresti per droga, armi, estorsioni e corruzione

Eseguita un'ordinanza cautelare in diversi Comuni della provincia di Brindisi. Indagini condotte dalla compagnia di San Vito dei Normanni. Contestata anche la rivelazione di segreto d'ufficio

Blitz all’alba di oggi (giovedì 30 gennaio) dei carabinieri. Nei Comuni di San Vito dei Normanni, Carovigno e San Michele Salentino sono in corso di esecuzione gli arresti di 20 persone, fra cui tre donne, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi, estorsioni, corruzione, rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale e detenzione di banconote false. Gli indagati sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, su richiesta del pm Pierpaolo Montinaro, a seguito di indagini condotte dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni. 

Dettagli sull'operazione, denominata Bronx, sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamattina presso il comando provinciale dei carabinieri di Brindisi, in presenza del comandante del Reparto operativo, colonnello Raffaele Federico, del comandante della compagnia di San Vito dei Normanni, capitano Antonio Corvino, e del comandante del Norm della stessa compagnia, tenente Alberto Bruno. (Nella foto in basso, il pm Pierpaolo Montinaro)

Pierpaolo Montinaro-2

Gli indagati

Arrestati condotti in carcere: Armando Caccetta, 37 anni, di Carovigno; Savio Di Gioia, 39 anni, di San Vito dei Normanni; Alessio Di Latte, 33 anni, di Carovigno; Chrristian Ferri, 32 anni, di Brindisi; Francesco Leo, 49 anni, di Carovigno; Vincenzo Monna, 36 anni, di Carovigno; Angelo Saponaro, 30 anni, di Carovigno; Giovanni Saponaro, 57 anni. di Carovigno; Cosimo Saponaro, 50 anni, di Carovigno; Mirco Scatigna, 26 anni, di Carovigno; Giuseppe Suma, 37 anni, di Carovigno; Francesco Turrisi, 44 anni, di San Vito dei Normanni; Pietro Venerito, 29 anni, di San Michele Salentino. 

Arrestati in regime di domiciliari: Catia Cardone, 33 anni, di Carovigno; Nicol Lucia Moore, 22 anni, nata in Inghilterra, domiciliata a Carovigno. 

Disposto l’obbligo di dimora nei confronti de M.G., 47 anni, di Carovigno. 

Un indagato è, allo stato, irreperibile ma le ricerche sono tuttora in corso. 

Lo spaccio di droga

Le indagini sono scaturite da una denuncia per tentata estorsione da parte di un imprenditore di Carovigno nei confronti di Armando Caccetta, che gli aveva richiesto una somma in denaro, vantando, in maniera pretestuosa, un debito di 500 euro.  L’inchiesta avviata dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del capitano Antonio Corvino e del Norm diretto dal tenente Alberto Bruno, anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di pedinamenti, ha fatto emergere l’esistenza di una fitta trama tra numerosi soggetti dediti alla detenzione e spaccio di cocaina, marijuana e hascisc tra i Comuni di Carovigno e San Vito dei Normanni, nonché alle estorsioni ai danni di locali imprenditori.

"Dammi i soldi o vediamo roghi": le richieste estorsive a tre imprenditori

Oltre all’estorsione tentata estorsione, è stato infatti possibile documentare ulteriori tentativi di estorsione da parte dello stesso Armando Cacetta, nonché di Giovanni Saponaro, Cosimo Saponaro e Francesco Leo nei confronti di liberi professionisti e commercianti di Carovigno.

La barbara uccisione di un cane

Interdizione a carico di un carabiniere

A. Z., appuntato scelto in servizio presso la Compagnia dei Carabinieri di San Vito dei Normanni, è stato sottoposto alla misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio-servizio per un anno, perché in cambio di denaro avrebbe favorito Francesco Turrisi, di San Vito dei Normanni, fornendogli informazioni riservate circa le indagini in corso.

Fuga di notizie, il capitano Corvino: "Siamo intervenuti subito"

A carico dello stesso inoltre l'Arma dei carabinieri ha aperto un procedimento interno che ha portato alla rimozione dal grado. Il militare è stato colto in flagranza dai colleghi, mentre passava delle informazioni secretate all'indagato. La fuga di notizie è stata scoperta mentre le indagini si avviavano alla conclusione, rendendo necessario quindi un prolungamente dell'inchiesta, per risalire alla fonte delle informazioni riservate. 

Operazione  Bronx 3-2

La detenzione di armi

Alcuni degli indagati, inoltre, hanno dimostrato di esssere in stretto connubio con il tessuto malavitoso locale, disponendo illegalmente anche di armi, che tranquillamente portavano fuori dalla loro abitazione, facendone anche uso.  Un ruolo di primo piano, secondo gli inquirenti, sarebbe stato rivestito da Armando Cacetta e Giovanni Saponaro (facente parte, quest’ultimo, della compagine societaria della squadra di Calcio del Carovigno e responsabile di estorsioni ai danni di imprenditori locali) capace anche di gestire e coinvolgere nell’attività di spaccio, da quanto emerso nelle indagini, minori di anni 18. 

Il plauso delle associazioni antiracket

A testimonianza dell'utilizzo delle armi a scopo intimidatorio, stamattina, nel corso di una perquisizione effettuata presso un trullo nella disponibilità di un indagato, i carabinieri, con il supporto delle unità cinovile, hanno ritrovato un fucile a canne mozze, munito di cartucce. L'arma, al momento, è stata sequestrata a carico di ignoti. 

Sequestro fucile operazione Bronx-2

Droga nascosta nelle campagne

Nel corso dell’indagine, grazie ai sequestri di cocaina, marijuana e hashish, ed agli arresti in flagranza di reato effettuati, è emerso il coinvolgimento nell’attività di spaccio di Alessio Di Latte e Catia Cardone, che, da quanto appurato dagli inquirenti, erano soliti raggiungere gli acquirenti a bordo del proprio veicolo dopo aver fatto dal luogo di rifornimento dello stupefacente, opportunamente occultato in luoghi isolati di campagna (all’interno di alberi di ulivo o di muretti a secco, in punti chiave di campagne abbandonate) e opportunamente selezionati per eludere i controlli. 

Inoltre, con il medesimo modus operandi, è emerso il coinvolgimento di Cosimo Saponaro, Lucia Moore Nicole, Christian Ferri, Vincenzo Monna, Giuseppe Suma, Angelo Saponaro, Korado Shahini e Mirco Scatigna, quest’ultimo aiutato dalla propria madre nell’attività di spaccio.  È stata inoltre documentata la spartizione territoriale dell’attività di spaccio che, per quanto riguarda la di San Vito dei Normanni, era demandata alle figure di Savio Di Gioia e Francesco Turrisi. Proprio alcuni dissidi scaturiti a seguito di tale spartizione territoriale, da quanto emerso nell’inchiesta, sarebbero sfociati in alcune tensioni tra gli indagati, enfatizzate dalla non comune pericolosità sociale di taluni di essi, come nel caso proprio di Savio Di Gioia. Quest’ultimo è infatti risultato responsabile dell’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco sull’abitazione del carovignese Cosimo Saponaro.

Assunzioni fittizie di operai

Sempre nel corso dell’attività d’indagine svolta dai carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni, grazie alla intercettazioni telefoniche e ambientali espletate, è emerso un ulteriore spunto investigativo che, all’esito degli approfondimenti investigativi svolti dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Ostuni (con accertamenti bancari, societari e tabulati forniti dall’Inps di Ostuni e Francavilla Fontana), ha consentito di disvelare un sistema di assunzioni fittizie di operai, finalizzate al conseguimento del contribuito di disoccupazione che veniva spartito con il datore di lavoro. Al termine di tutti i predetti approfondimenti investigativi, il Gip presso il tribunale di Brindisi ha emesso decreti di sequestro per equivalente nei confronti di taluni degli indagati per un importo complessivo di circa 35.000,00 euro.

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Articolo aggiornato alle ore 19.10 del 30 gennaio

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