Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Bloccato il conferimento dei rifiuti: riunione in prefettura sull'emergenza

La provincia di Brindisi di Brindisi nel pieno di una emergenza rifiuti. Rinviare le decisioni che andavano prese a tempo debito ha messo i Comuni di fronte al blocco della raccolta nel biostabilizzatore di Brindisi. Come era già stato ampiamente previsto sia dalle stesse amministrazioni locali che dai sindacati dei lavoratori della Nubile Srl

BRINDISI – La provincia di Brindisi di Brindisi nel pieno di una emergenza rifiuti. Rinviare le decisioni che andavano prese a tempo debito ha messo i Comuni di fronte al blocco della raccolta nel biostabilizzatore di Brindisi. Come era già stato ampiamente previsto sia dalle stesse amministrazioni locali che dai sindacati dei lavoratori della Nubile Srl. Lo aveva annunciato nuovamente ieri domenica il presidente dell’Aro Br/1, nonché sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa, e stamani la crisi dei conferimenti è sul tavolo di una riunione urgente con il prefetto, e un'altra più allargata si terrà domani. Le strade di Brindisi sono piene di rifiuti non ritirati.

Di emergenza parla il presidente della Provincia, Maurizio Bruno: "D’intesa con il presidente dell’Oga, Mimmo Consales, ho convocato per martedì 6 ottobre, alle ore 10.45, presso la Provincia di Brindisi, per poi raggiungere la Prefettura, tutti i sindaci interessati a risolvere il problema rifiuti nel territorio provinciale, richiedendone il massimo impegno per giungere ad una positiva conclusione di questa vera emergenza ambientale", fa sapere Bruno.

La situazione la racconta anche il sindaco di Mesagne, Pompeo Molfetta, in una nota pubblica diretta ai cittadini. “Nella mattinata di sabato, i mezzi di trasporto della Axa-Gial Plast – carichi dell’indifferenziato raccolto a Mesagne -  sono stati bloccati all’ingresso dell’impianto di biostabilizzazione di via per Pandi nella zona industriale di Brindisi, per l’avvenuto superamento della soglia massima di conferimento di 300 tonnellate, in un impianto che è praticamente al collasso. Anche stamattina, lunedì 5, giungono notizie sconfortanti di un ulteriore possibile blocco dei mezzi provenienti da tutti i 20 comuni della Provincia e ciò determinerà di fatto una emergenza ambientale generale”.

Via Materdomini a Brindisi 2-2-2Nei nostri servizi dei giorni scorsi, avevamo descritto la situazione segnalando l’arrivo della crisi. A Mesagne il sindaco Pompeo Molfetta “ha chiesto ed ottenuto nel pomeriggio di sabato l’invio di mezzi straordinari dall’Axa-Gial Plast per garantire almeno la raccolta dell’umido nella giornata di oggi; è del tutto evidente, però, che nei prossimi giorni potrebbero determinarsi importanti disservizi di cui terremo tempestivamente aggiornati i cittadini, a partire dalla chiusura odierna al pubblico della Piattaforma Ecologia di via Murri”.

Gli effetti a catena della gestione degli impianti dei rifiuti sono questi. Situazione che per Molfetta “chiama in causa responsabilità diffuse che riguardano le politiche regionali sui rifiuti, la gestione complessiva dell’Oga, la rovinosa gestione dell’impianto di biostabilizzazione da parte del gestore Nubile Srl a cui si associano una totale insufficienza della dotazione strumentale nella provincia di Brindisi (che ha l’unica discarica pubblica posta sotto sequestro per inquinamento della falda), un impianto di compostaggio irrimediabilmente fermo da tempo ed ora l’impianto di biostabilizzazione nelle condizioni descritte”.

Non a caso l’ultima assemblea dell’Oga si è pronunciata per la rescissione del contratto con la Nubile Srl, mentre è aperta una indagine di Digos e procura sull’impianto del Cdr, ed è già arrivata a conclusione, con la notifica dei relativi avvisi, quella sull’inquinamento causato dalla discarica di Autigno, posta perciò sotto sequestro mesi addietro su indagini del Noe e richiesta del pm Valeria Farina Valaori, alla luce dei dati del monitoraggio effettuato dall’Arpa sulla falda. Il sindaco di Brindisi,

Mimmo Consales, ha dovuto emettere nei giorni scorsi un’ordinanza di interdizione delle coltivazioni in un raggio di un chilometro dalla discarica di Autigno, e anche qui le reazioni non mancheranno perché i cittadini che abitano l’area – che peraltro comprende anche settori dei territori della vicina S. Vito dei Normanni e di Carovigno - sono scesi sul piede di guerra valutando azioni legali collettive per danni.

“Questo caos  - dice il sindaco di Mesagne nella sua nota - sta generando nelle nostre popolazioni inquietudine e rabbia per l’aumento esponenziale dei costi della Tari e per un servizio complessivamente insufficiente. Si impone, pertanto, un cambiamento radicale di rotta che chiama in causa la responsabilità di tutti i livelli istituzionali coinvolti, rispetto ai quali l’amministrazione comunale farà la sua parte”.

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