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La polizia rimuove il blocco al capannone Monteco

La polizia rimuove il blocco al capannone Monteco

Blocchi Monteco: i testi confermano tesi accusa

BRINDISI – Sono stati ascoltati l’amministratore e 4 dipendenti della ditta Monteco, stamani, nel corso di una nuova udienza del processo sulla protesta del comitato dei disoccupati che l’1 e il 2 marzo del 2011 portò al blocco dei cancelli di ingresso del cantiere della stessa Monteco.

BRINDISI - Sono stati ascoltati l'amministratore e 4 dipendenti della ditta Monteco, stamani, nel corso di una nuova udienza del processo sulla protesta del comitato dei disoccupati che l'1 e il 2 marzo del 2011 portò al blocco dei cancelli di ingresso del cantiere della stessa Monteco situato in via Enrico Fermi. Davanti al giudice si è presentato anche uno dei 29 imputati, il 41enne Aldo Cigliola.

Questi ha ribadito la sua totale estraneità ai fatti. Ha respinto, insomma, l'accusa di aver impedito a un dipendente di svolgere il proprio servizio di raccolta della immondizia urbana e di individuazione degli indirizzi di buste bruciate, con minaccia consistita nel rivolgergli la seguente frase: "A te con gli indirizzi che stai cercando qualcuno ti farà tanto di culo". Sul conto di Cigliola pende inoltre l'accusa di violazione degli obblighi derivanti dalla sorveglianza speciale.

L'amministratore, Mario Montinaro, e il personale della Monteco, costituitasi parte civile nel procedimento, hanno invece confermato la consistenza del teorema accusatorio. I testimoni ascoltati stamani (due caposettori, uno dei quali nel frattempo andato in pensione, un magazziniere, e il responsabile del servizio di raccolta differenziata) hanno infatti asserito che il presidio allestito dai dimostranti impedì ai lavoratori di uscire con i mezzi di servizio.

L'azienda fu quindi costretta a far arrivare dei veicoli dallo stabilimento di Campi Salentina per espletare i servizi minimi essenziali nel Comune di Brindisi. Ventinove indagati, come detto, vennero rinviati a giudizio in seguito alle indagini condotte dai poliziotti della Digos di Brindisi, che il 12 ottobre 2011 portarono all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di 18 soggetti.

I capi di imputazione sono a vario titolo di interruzione di pubblico servizio, violenza privata e continuata in concorso. Nel corso dell'udienza odierna sono state acquisite anche le dichiarazioni rese da alcuni imputati. Le parti si sono aggiornate al prossimo 6 maggio, quando presumibilmente si celebrerà l'ultima seduta del processo. E prima dell'inizio del dibattimento deporranno il segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile, anch'egli imputato, tre testimoni convocati da uno degli avvocati del collegio difensivo, Mauro Masiello, e altri 2 imputati.

 

 

 

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