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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

In tilt il sistema computerizzato, ma fermata rinviata alla primavera

Le informazioni di cui dispone il sindacato sul nuovo blocco registrato dall'impianto di cracking di Eni Versalis non sono dettagliate, ma tutto è legato di fatto all'esigenza di sottoporre il cracker ad una approfondita manutenzione

BRINDISI – Le informazioni di cui dispone il sindacato sul nuovo blocco registrato dall’impianto di cracking di Eni Versalis non sono dettagliate, ma tutto è legato di fatto all’esigenza di sottoporre il cracker ad una approfondita manutenzione. La fermata programmata a tale scopo per l’1 settembre scorso, è stata rinviata alla tarda primavera, pare all’inizio di maggio, durerà circa due mesi per consentire tutti gli interventi necessari e dovrebbe comportare un investimento da parte dell’azienda di ben 40 milioni di euro.

Ma se questi interventi non verranno attuati, nessuno può dire che non si ripeteranno blocchi improvvisi e quindi il ricorso alla torcia di sicurezza di Torre Cavallo, quella che continua ad entrare in funzione con una frequenza che fa preoccupare cittadini ed istituzioni, ma anche un’agenzia come Arpa Puglia. Cosa è accaduto nella tarda serata di venerdì? Il sistema di gestione computerizzato di un settore dell’impianto di cracking è andato in tilt, provocando l’immediato blocco della produzione e la perdita della stessa, che è stata automaticamente inviata in torcia.

La torcia di Torre Cavallo e il tratto di mare dove è stata scaricata la soda causticaAl sindacato risulta che tutto sia tornato alla normalità nel cuore della notte scorsa, attorno alle 3,  grazie all’impegno dei tecnici di turno. Ancora non era entrato il vento di maestrale, quindi la brezza da sud-est ha portato verso il mare, quasi parallelamente alla costa, la ricaduta delle emissioni. Le centraline Arpa non hanno rivelato anomalie, ma va considerato che il regime del vento non era favorevole.

“Un blocco nel sistema di gestione dell’impianto – dice Michela Almiento, segretario territoriale della Cgil brindisina -, e ciò che ci preoccupa maggiormente è il rinvio della fermata programmata. Chiediamo perciò all’azienda di farci sapere cosa comporterà questo sugli assetti produttivi ed occupazionali della fabbrica”. Ma il sindacato teme anche, di conseguenza, per il futuro di circa 300 lavoratori del settore degli appalti del petrolchimico. Sarà uno dei temi al centro dell’incontro di lunedì che sarà coordinato dal prefetto Nicola Prete, che lo ha convocato accogliendo proprio l’esigenza dei sindacati di fare il punto sulla situazione dell’economia locale.

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