Cronaca

Il sindacalista Roberto Aprile colto da malore: è in Terapia intensiva

Ha cominciato a sentirsi male al termine dell’assemblea presso l'impianto di Cdr. Dopo qualche ora si ritrovava nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Perrino. Un infarto ha colto martedì scorso (10 novembre) il segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile. L’intervento dei medici del nosocomio brindisino è stato provvidenziale

BRINDISI – Ha cominciato a sentirsi male al termine dell’assemblea presso l’impianto di Cdr. Dopo qualche ora si ritrovava nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Perrino. Un infarto ha colpito martedì scorso (10 novembre) il segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile. Le sue arterie erano otturate. L’intervento dei medici del nosocomio brindisino è stato provvidenziale. “Bobo”, giunto alla soglia dei 60 anni, si trova ancora ricoverato in Terapia Intensiva, ma già nell’arco della giornata, salvo imprevisti, la prognosi verrà sciolta.

E’ rimasto sempre vigile e cosciente. Le persone che ieri sono andate a trovarlo assicurano che il suo spirito combattivo non è stato minimamente scalfito da questa disavventura. Bobo ha risentito con ogni probabilità dello stress accumulato sui vari fronti che lo vedono impegnato dalla mattina alla sera. Le sue giornate sono assorbite dal sindacato.

Quando c’è da tendere una mano a un lavoratore in difficoltà, non si tira mai indietro. L’ultima battaglia affrontata è quella per la salvaguardia del posto di lavoro delle 37 persone (oltre a 4 operai licenziati in estate) in servizio nell’impianto di Cdr gestito dalla ditta Nubile. Aprile ha trascorso la mattinata di martedì all'interno dello stabilimento sulla strada per Pandi, dove si è svolta un’assemblea con il subcommissario e di dirigenti dell’Oga (Organo di governo d’ambito), i rappresentanti della ditta partecipata, l’Amiu, che dovrebbe subentrare alla Nubile e i dirigenti della stessa Nubile. Alla fine della riunione, Bobo si è congedato dai suoi.

“Mi sento poco bene – ha dichiarato il sindacalista – me ne torno a casa”. Erano i primi sentori dell’infarto. Il tempestivo intervento di angioplastica al quale è stato sottoposto al Perrino gli ha salvato la vita. La voce del malore che aveva colpito Bobo ha cominciato rapidamente a girare in ambienti sindacali. Numerosi militanti ieri hanno raggiunto l’ospedale, rincuorati dal progressivo miglioramento delle sue condizioni. “Fosse per lui – dice un tesserato del Cobas – già da domani tornerebbe a impugnare il suo vecchio megafono. Ma gli abbiamo consigliato di starsene buono per un po’. E’ bene che non subisca altri stress”.

Chissà se Bobo, una volta dimesso, darà ascolto a questi consigli. Conoscendolo, anche sul lettino d'ospedale i suoi pensieri sono rivolti alle decine di lavoratori per i quali si stava battendo. Bobo ha promosso una miriade di comitati in oltre 40 anni di militanza sindacale. Fra gli ultimi, quello per la tutela dell’oasi di Torre Guaceto e quello degli ex Lsu Ata. Il comitato dei disoccupati, suo malgrado, lo ha fatto assurgere alle cronache nazionali.

Nell’ottobre del 2011 Aprile finì infatti in manette insieme ad altri 17 componenti dello stesso comitato per la protesta che l’1 e il 2 marzo del 2011 sfociò nel blocco del cantiere della ditta Monteco. Ma nel corso di una vita trascorsa perennemente in trincea per la causa dei più deboli, Bobo ne ha collezionate a bizzeffe di denunce. Quest’ultimo imprevisto non ci voleva proprio. Siamo certi, però, che ne verrà fuori più forte di prima.

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