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Bocca Di Puglia, il Comune lascia la società e chiede la liquidazione delle azioni

Assemblea dei soci dopo l’esito negativo della procedura concorsuale. Dietrofront di Igeco e Marinedi: “Prezzi elevati”

BRINDISI – Niente da fare, non c’è futuro pubblico per la società Bocca di Puglia, nata per la costruzione e gestione del porticciolo turistico di Brindisi, perché il Comune socio conferma la volontà di “dismettere” la spa e chiede la liquidazione delle sue azioni. Sono  4.770,073. Azioni che ha tentato di vendere negli ultimi due anni, ma senza risultato per prezzi che i soci privati hanno ritenuto “troppo alti”.

porticciolo Brindisi-2

La liquidazione

Di fronte al fallimento della procedura concorsuale, tramite asta pubblica, l’Amministrazione non ha cambiato idea. Non ha modificato di una virgola l’impostazione data dal Consiglio comunale nella seduta del 22 dicembre 2015, su richiesta della Giunta di centrosinistra con Mimmo Consales sindaco. Neppure ora che la zona di Cala Materdomini ha iniziato a cambiare aspetto, dopo l’inizio del cantiere per la realizzazione della prima spiaggia pubblica della città, con conseguenze su quel tratto di costa.

Il Comune ritiene che sia terminata l’esperienza come socio nella compagine della Bocca di Puglia, nata dalla vulcanica mente dell’allora sindaco Giovanni Antonino. E per questo ha deciso di presentare il conto agli altri soci, privati, ai quali chiederà il pagamento delle quote per chiudere in via definitiva la storia della gestione pubblica del porticciolo. Chiede il pagamento al valore dell’”investimento”, senza aggiungere altro sul piano dell’importo.

Se non che la società non è indispensabile per il perseguimento delle finalità istituzionali e che la permanenza nella titolarità delle quote risulterebbe non economica, visto che i componenti del consiglio di amministrazione sono numericamente superiori rispetto ai dipendenti della stessa spa. Ci sono “due addetti a fronte di quattro” persone che siedono nel Cda. La somma esatta dovrebbe essere quantificata nei prossimi giorni per essere consegnata in occasione della prossima assemblea dei soci.

La decisione

Così è stato deciso a Palazzo di città, con delibera del commissario Santi Giuffrè, adottata con i poteri del Consiglio comunale, partendo dal riepilogo delle puntate precedenti scritte dal dirigente del settore società partecipate, Angelo Roma. La storia (sfortunata) della Bocca di Puglia passa dall’approvazione dello schema di bando di gara per la cessione delle quote azionarie, “col metodo dell’offerta segreta, con ammissione soltanto in aumento sul prezzo a base d’asta di 198.231,36 euro”, per la cessione di 4.770,073 azioni. Il valore viene determinato dal dipartimento degli studi aziendali dell’Università di Bari, presieduto da Vittorio Dell’Atti.

La Igeco Costruzioni spa, socio privato di maggioranza, con sede legale a Roma, offre duecentomila. Nel frattempo, al Comune arriva la richiesta dell’altro socio privato, la società  Marinedi, anche questa con sede a Roma, per esercitare la clausola di prelazione pro quota rispetto alla partecipazione detenuta, pari a 5.582.523 azioni sul totale di 23.589.193 azioni (23,6655955 per cento). Marinedi, quindi, opziona 1.128.866 azioni per un controvalore economico di 47.331,19 euro, mentre alla Igeco viene aggiudicata la restante quota disponibile, pari a 3.641.207 azioni per un controvalore economico di 152.668,81 euro.

Il Comune di Brindisi-2

Gli imprevisti

Quando il Comune sta per dichiarare definitiva l’aggiudicazione, viene a galla un impedimento per Marinedi legato alla mancanza di regolarità contributiva in capo alla stessa società. Di conseguenza, l’Ente dichiara l’aggiudicazione della cessione delle quote in favore di Igeco Costruzioni per il prezzo offerto di 200mila euro. Immediata la reazione di Marinedi: la società contesta “l’avvenuta revoca dell’aggiudicazione, sostenendo che nei propri confronti non si sarebbe dovuto procedere alla verifica del possesso dei requisiti, non avendo partecipato alla procedura di gara ma avendo esercitato  da privato” il diritto di prelazione.

Si arriva così alla fine del mese di ottobre 2017, quando Igeco fa presente che il termine di 180 giorni, entro il quale la società si era impegnata a tenere ferma ed irrevocabile la propria offerta di gara, era “abbondantemente scaduto” e che, “non avendo più interesse all’acquisto del pacchetto azionario posto a base di gara, revocava l’offerta”.

Il 2 febbraio 2018, altro capitolo della storia: il Comune di Brindisi ritiene meritevoli di accoglimento le motivazioni addotte da Marinedi e aggiudicata in favore della stessa società, la cessione della partecipazione nella misura pro-quota prevista dal diritto di prelazione a suo tempo esercitato, pari a 1.128.866 azioni.

Poi la sorpresa: due settimane dopo, Marinedi comunica all’Amministrazione comunale di “ritenere decaduto il diritto di opzione esercitato a seguito delle procedure di evidenza pubblica espletate per mancanza dell’atto principale del trasferimento azionario alla Igeco Costruzioni” e ribadisce di “non essere comunque interessata ad acquisire ulteriori partecipazioni nel capitale della Bocca di Puglia ai valori indicati dall’Ente a seguito della gara pubblica, rimanendo interessati ad un eventuale acquisto con nuove condizioni di vendita”.

La fine

Risultato: l’Ente è rimasto socio, ma vuole mettere il punto. Non intende, stando a quanto si legge nella delibera, passare attraverso e l’indizione di una nuova procedura perché, in tal caso, dovrebbe sopportare un altro costo per avere una valutazione delle quote. Per questo, chiede la liquidazione al valore dell’investimento, rifacendosi a quanto previsto dal Codice Civile.

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