Cronaca

Bomba all’auto del rivale in amore: brindisino condannato a due anni e 4 mesi

Fabio Sciarra colpevole di danneggiamento e detenzione di esplosivi. Ancora senza nome il complice. Venne arrestato il 3 giugno 2015, un mese dopo l'attentato in piazza Caravaggio: incastrato dalle immagini delle telecamere, aveva una mano ingessata

BRINDISI – Movente passionale dietro l’esplosione che distrusse una Polo in piazza Caravaggio, a Brindisi il primo maggio 2015: nove mesi dopo l’attentato, è stato condannato Fabio Sciarra, 33 anni, alla pena di due anni e quattro mesi.

Ieri il brindisino è stato riconosciuto colpevole dei reati di danneggiamento e di detenzione di esplosivi dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, davanti al qual si è svolto il processo con rito abbreviato, chiesto e ottenuto dal difensore dell’imputato, Daniela D’Amuri.

sciarra fabio primo piano-3Il pubblico ministero Raffaele Casto aveva chiesto la condanna a una pena molto più alta: sei anni, al netto della riduzione di un terzo applicata per la scelta del rito alternativo, sottolineando la dinamica dell’attentato e rimarcando la pericolosità dell’azione posta in essere dal brindisino.

Alla base del gesto, stando a quando emerso nel processo, ci sarebbe stato un movente riconducibile alla sfera passionale: Sciarra voleva punire un coetaneo per aver rivolto apprezzamenti a una donna residente nel rione Sant’Elia. Da qui l’organizzazione dell’attentato che distrusse la Volkswagen Polo, intestata a un ragazza, ma di fatto in uso a chi sarebbe diventato un rivale a cui far pagare qualche frase di troppo.

Nella notte fra il 30 aprile e il primo maggio 2015, l’auto parcheggiata in piazza Caravaggio, venne completamente distrutta da un’esplosione che si propagò per trenta metri come evidenziarono i vigili del fuoco, prontamente intervenuti sul posto dopo essere stati chiamati dai residenti della zona, svegliati dal boato e spaventati dalle fiamme.

Le indagini condotte dagli agenti della Mobile, diretti dal vice questore Alberto Somma, portarono all’arresto di Sciarra a distanza di un mese, incastrato dalle immagini riprese dalle telecamere presenti nelle vicinanze di piazza Caravaggio e acquisite il giorno stesso dell’esplosione. I fotogrammi permisero di dare un volto e, quindi, un nome a un ragazzo incappucciato che aveva una mano ingessata, Fabio Sciarra, per il quale il pubblico ministero Valeria Farina Valaori chiese l’arresto al gip Giuseppe Licci. L’ordinanza di custodia venne eseguita il 3 giugno 2015.

sciarra fabio 1-2Sciarra non sarebbe stato il solo ad agire perché le immagini hanno mostrato la presenza nelle vicinanze della Polo di una seconda persona, rimasta ancora senza nome. Né indicazioni sull’altra presenza sono state fornite dall’indagato in sede di interrogatorio di garanzia. Resta, quindi, il mistero sull’altro dell’attentato.

L’imputato, ieri, era presente al momento della lettura del dispositivo della sentenza, accanto alla penalista Daniela D’Amuri.


 

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