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Cronaca

Braccato dalla polizia, si consegna uno dei banditi del colpo alla gioielleria Renna

BRINDISI – Ormai si sentiva il fiato sul collo. I poliziotti dell’Antirapina della Squadra mobile erano stati più volte a casa sua senza trovarlo. Questa mattina si è presentato in questura. E’ uno dei tre rapinatori che il 10 gennaio scorso hanno messo a segno la rapina nella gioielleria Renna-Petrera. Si chiama Damiano Licciulli, 26 anni, brindisino, già noto alle forze dell’ordine. Si è presentato negli uffici della Mobile accompagnato dal suo difensore, avvocato Luca Leoci. “Mi cercavate, eccomi qui”, ha detto.

BRINDISI - Ormai si sentiva il fiato sul collo. I poliziotti dell'Antirapina della Squadra mobile erano stati più volte a casa sua senza trovarlo. Questa mattina si è presentato in questura. E' uno dei tre rapinatori che il 10 gennaio scorso hanno messo a segno la rapina nella gioielleria Renna-Petrera. Si chiama Damiano Licciulli, 26 anni, brindisino, già noto alle forze dell'ordine. Si è presentato negli uffici della Mobile accompagnato dal suo difensore, avvocato Luca Leoci. "Mi cercavate, eccomi qui", ha detto.

Il giovane si è addossato la responsabilità della rapina commessa assieme ad altri due. Ma nulla ha voluto rivelare sull'identità dei complici. Che, stando alle indiscrezioni trapelate, così come Licciulli, sono stati già identificati attraverso dei filmati ci cui gli agenti dell'Antirapina erano venuti in possesso subito dopo il colpo.

La rapina ha fruttato un bel malloppo al terzetto: all'incirca centomila euro in gioielli e oggetti d'oro. Licciulli ha consegnato anche la vettura utilizzata per allontanarsi: una Volkswagen New Beatle di colore rosso di sua proprietà. I rapinatori l'avevano lasciata parcheggiata poco distante dalla gioielleria, in una stradina seminascosta. Avevano raggiunto la gioielleria a piedi. Fatto il colpo erano usciti ed avevano raggiunto la vettura facendo perdere le tracce.

Pensavano di averla fatta franca. Ma c'erano i filmati. Nemmeno un'ora dopo la rapina i poliziotti erano già a casa di Licciulli. Che ovviamente non c'era. Il colpo aveva fruttato alla banda l'intero contenuto in gioielli della cassaforte. Il titolare della gioielleria e il figlio erano stati imprigionati dai banditi in un locale del negozio.

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